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Ruah, il soffio di Dio: L’ho sentito passeggiando nel parco

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Padre Ivaldo Casula è stato soprannominato "missionario della mondialità". Nato a Guasila, in Sardegna, era stato ordinato sacerdote nel 1970 a Glasgow. Si è dedicato all'animazione missionaria e alla formazione in Scozia, a Londra, a Chicago. Dal 1994 ha lavorato in Italia a Macomer (Nuoro) e a Brescia.

2007 6 Casula1Poi, nel 2005, il ritorno in Sierra Leone, come formatore dei giovani aspiranti saveriani e assistente al "Fatima institute", che lui amava chiamare "la piccola università di Makeni". Il 5 aprile 2007, giovedì santo, mentre era ricoverato all'ospedale diocesano di Makeni per una grave infezione virale, il Signore della vita l'ha chiamato a sé, all'età di 63 anni.

È bello ricordare le persone che ci lasciano, anche riprendendo quello che hanno detto o scritto in occasioni particolari.

Per questo, riportiamo una riflessione che p. Ivaldo ha fatto a Brescia nel 2001. Rispecchia la tendenza contemplativa della sua anima.

La presenza dello Spirito

"Ho voluto che questi fiori, queste rose meravigliose, fossero portate qui dall’altare della vostra chiesa, perché parlare dello Spirito Santo vuol dire aprire tutti gli orizzonti. Non ci sono barriere né confini. Lo Spirito Santo può essere chiamato "vento", "soffio". In ebraico la parola è ruah, che vuol dire appunto respiro, soffio.

Perciò quando parliamo dello Spirito Santo, non ci sono limiti che ci separano, né tra noi esseri umani, né tra uomini e donne, né tra noi e la realtà che sperimentiamo, e quindi neanche tra noi e questi fiori. Anche in questi fiori - che noi chiamiamo inanimati, senz'anima - c’è la forza, la presenza, la vita dello Spirito. Tutto ciò che esiste è completamente imbevuto, avvolto e sostenuto dallo Spirito di Dio".

Quella volta a Londra...

"Ricordo un momento della mia vita, quando ero a Londra. Ci sono dei bellissimi parchi. In una metropoli così grande, con 8 milioni di abitanti, uscire dal traffico caotico e poter fare una passeggiata nei parchi è appunto un respirare.

Ricordo che come invocazione ripetevo questa parola ebraica ruah, mentre camminavo e sentivo il canto degli uccelli, guardavo il colore dei fiori e delle piante, nel silenzio, tra gli interminabili sentieri che portavano ad arbusti, piante e prati. Immerso in questa atmosfera mi sembrava di vedere, di sentire questo respiro di Dio, lo Spirito di vita e di esistenza che tutto permeava, e tutto permea".



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