“Sono contento di essere a Desio!”
È p. Franco Benigni, classe 1952, il nuovo rettore della comunità saveriana di Desio. Anche lui si presenta ai lettori.
Sono contento di essere a Desio. Ogni cambio nella nostra vita esige un atto di fede. La fede è una componente necessaria nella vita, ma specialmente in quella cristiana e religiosa.
Desio è una città ricca di storia, a partire dal suo nome latino, di cultura, ma è anche molto industriosa. Offre possibilità di lavoro, non solo ai suoi cittadini. Inoltre, la realtà della chiesa di Milano, e di Desio in particolare, è ricca di gruppi ed iniziative. Infine, anch’io sono lombardo, di Bergamo, per cui… Però un missionario deve valorizzare l’incontro con le persone, perché cultura è proprio delle persone che nel loro insieme formano una società
Prima di tornare in Italia, sono stato in Messico. Ho lavorato a San Juan del Rio, Salamanca, Arandas e Guadalajara. I saveriani in Messico, benché abbiano alcune missioni con gli indios, si dedicano soprattutto alla formazione di nuovi missionari. I saveriani messicani sono un centinaio circa. Ho collaborato anche, per quasi vent’anni, con l’Istituto Universitario di Filosofia. Certo, un po’ di nostalgia per il “México lindo y querido…” (bello e amato…) c’è, ma credo sia normale.
In Italia ho lavorato fino al 1993. Ora, vedo che la nostra presenza è molto cambiata. Ma la nostra fedeltà al Vangelo non è in discussione, lo è solo il modo per essergli fedeli.
È sotto gli occhi di tutti il cambio di prospettiva che è avvenuto intorno alla missione. Un tempo era eurocentrica, essendo i missionari quasi totalmente europei. Oggi abbiamo la fortuna che il Vangelo, anche se talvolta in modo parziale, è stato annunciato in tutto il mondo. Pertanto, i missionari, e così anche i saveriani, provengono da tutti i continenti. Nella missione sono implicati vari elementi che agiscono insieme. Tra essi, la testimonianza e l’annuncio, l’inculturazione e il dialogo culturale ed interreligioso, l’impegno per la giustizia e la contemplazione…
I messicani coltivano e conservano un intenso senso religioso della vita. Dio è presente nella natura e nei fatti, cioè nella storia personale e nazionale. E la sua provvidenza si manifesta anche nell’amorosa guida della Virgen de Guadalupe con il suo popolo. È una convinzione della gente.
Se devo scegliere un ricordo della missione, dico certamente i pellegrinaggi a cavallo nella “meseta” del Messico centrale. Quando la gente fa fatica a cogliere il senso della propria esistenza e sente il peso dell’incertezza e dei dubbi sulla propria vita, intraprende il cammino verso il santuario, a piedi o a cavallo. In Europa, invece, si sceglierebbe di andare dallo psicologo.







