“Signora Maria, buongiorno!”
Con il saluto riportato del titolo iniziava, all'asilo di Nobeoka, in Giappone, la giornata dei bimbi dell'asilo (quasi tutti non cristiani). Arrivavano alla spicciolata, accompagnati da mamma o papà. Per raggiungere le aule si doveva passare davanti alla nicchia fiorita di una statua della Madonna.
Prima di congedarsi dal genitore, lo ‘trascinavano’ davanti alla nicchia e si mettevano, composti, davanti alla bella effigie. Congiungevano le manine nel gesto della preghiera, facevano un profondo inchino e con voce squillante pronunciavano un sonoro “Maria sama, ohayoo gozaimasu”, vale a dire “Signora Maria, buongiorno”. La parola sama e l’inchino profondo sottolineavano il fatto che si trattava di persona molto importante, mentre il buongiorno sapeva di spontanea ed innocente familiarità. Dopo di che, salutavano papà o mamma e correvano alle loro aule. Imparavano che all’asilo, tutte le mattine, li attendeva una presenza speciale e rassicurante.
La Madonna si adatta a tutte le situazioni e sta bene ovunque. Ne abbiamo una anche noi della Casa Madre, in fondo al giardino di casa. Dal 1931, un manufatto copia della Grotta della Madonna di Lourdes, tiene d’occhio il grande caseggiato ed i suoi spazi che danno sull’esterno. Coloro che abitavano la casa, in tempi passati, erano soliti cantarle un canto: “Mira i tuoi figli, o Vergine Maria… ascolta la prece degli Apostoli”, ardenti del desiderio di partire per terre lontane. Sembrava come se fosse la “Signora” uscita sul cortile di casa, in attesa di salutare tutti coloro che andavano o venivano.
La sua effige ha un suo posto, ancora più importante e maestoso, anche nella grande casa dove c’è il Santuario. Qui, nel colorito, grande mosaico, essa siede al centro su un vero e proprio trono, come avvolta nell’abbraccio della SS. Trinità. Sulle ginocchia della Mamma è collocato il Bambino ed essa lo porge ai visitatori, perché possa uscire in strada ed essere portato nel mondo.
Anche oggi, la “Signora” è sempre là, in cortile, tra le pietre e l’edera rampicante, nel suo bianco vestito e la corona di 12 stelle. Molti dei partenti che aveva salutati nel corso degli anni, tornano a casa alla spicciolata, stanchi e feriti. Noi, di casa, manteniamo la bella consuetudine di farci portare davanti alla Grotta, al momento dell’ultimo saluto per cantarle: “Salve Regina… mostraci dopo questo esilio, Gesù”.
Dicevo della Grotta, inaugurata l’8 Dicembre 1931, un mese dopo la morte del Fondatore. La statua marmorea della Madonna è un regalo dell’Istituto de La Salle. Presiedette la cerimonia di benedizione mons. Luigi Calza. Era presente un notabile cristiano cinese, il Comm. Lo Pa Hong, ed una grande folla di benefattori ed ammiratori dell’Istituto. Sono tanti anche oggi coloro che passano a riverire nostra Signora.







