Sierra Leone: Celebriamo 400 anni, continuando il cammino
Tema del "Paginone": Cristo si è fermato nella "Terra dei Liberi”
Dedichiamo queste pagine alla Sierra Leone, il piccolo Paese dell’Africa occidentale, sull’oceano Atlantico. Ricorrono quattrocento anni da quando il primo missionario è approdato e ha annunciato il vangelo di Cristo nella “città libera”. Questo, infatti, vuol dire “Freetown”, capitale della Sierra Leone.
Quattrocento anni di evangelizzazione. Si possono commemorare in tanti modi e intenti diversi: celebrazioni esaltanti che sanno di trionfalismo; convegni di studio per valutare le pagine migliori e quelle più dolorose; presentazione dei migliori protagonisti di questi quattro secoli... Sono commemorazioni che guardano indietro, al passato.
Un altro modo di commemorare, più sommesso e adatto allo stile della missione cristiana, è quello di continuare ad evangelizzare, giorno dopo giorno. Sapendo che quest’anno è l’anno evangelico 400; e che il prossimo sarà l’anno evangelico 401, e così via. Abbiamo preferito quest’angolatura: come continua l’evangelizzazione in Sierra Leone oggi, dopo 400 anni?
Testimone d’eccezione è padre Luigi Caria, un saveriano sardo, di Guasila, in provincia di Cagliari. È entrato nel seminario saveriano a Tortolì, in Sardegna, all’età di 15 anni. È saveriano dal 1952 (matricola 520) e sacerdote dal 1959. Ha 73 anni e ne ha passati ben 44 in Sierra Leone. Padre Caria non è un teologo né un teorico della missione. È semplicemente “un umile lavoratore nella vigna del Signore”. E questo basta.
Un po’ di spazio anche ad altri “umili lavoratori” della missione: mons. Giorgio Biguzzi, secondo vescovo di Makeni e successore del compianto mons. Augusto Azzolini; padre Gerardo Caglioni, studioso dei 400 anni; padre Eugenio Montesi, missionario a Freetown. A pagina 3 è collocata la bella riflessione di padre Romano Salvador, della direzione generale dei saveriani.








