Sierra Leone: “Aiutiamo chi si aiuta”
Padre Vittorio, saveriano di Bozzolo e da tanti anni in Sierra Leone, ci ha scritto recentemente. Pubblichiamo il suo racconto, quasi un dono agli alunni e genitori della scuola "Caduti sul lavoro" che, guidati dagli insegnanti, hanno voluto diventare amici di bambini che non conoscono, ma amano.
Grazie a Dio, la pioggia è arrivata come una manna dal cielo. In 27 anni d'Africa non avevo mai assistito a una stagione così secca. Quasi tutti i pozzi erano asciutti, anche quello della missione. E la gente, soprattutto le mamme, andavano in cerca d'acqua, camminando per chilometri. Alcune bambine hanno perso la scuola: le mamme le mandavano a cercare acqua. E l'acqua che trovavano non era sempre pura. Così parecchi si sono presi la febbre tifoidale. Quanto è prezioso il dono dell'acqua!
Il lavoro e i giovani ribelli
Un altro grosso problema sono i tanti giovani disoccupati. Cercano lavoro ma non c'è. Padre Antonio ha organizzato un progetto agricolo proprio per dare lavoro a chi lo cerca. Nella missione c'è un pezzo di terra non coltivato, vasto come 40 campi da pallone; 120 uomini hanno accettato di lavorarlo. Hanno noleggiato due trattori, hanno arato e hanno seminato 40 sacchi di riso. Se il raccolto sarà buono ci daranno 140 sacchi di riso, che conserveremo per la prossima semina. Tutto il resto sarà loro. Li aiutiamo, a condizione che loro aiutino se stessi".
A Natale non ci siamo domandati dove potevamo andare a fare lo shopping, ma abbiamo riflettuto sul significato di questa festa. Abbiamo organizzato un incontro di giovani: erano più di 400; tra loro, c'erano anche alcuni ex-ribelli. È venuto fuori un bel messaggio. Ve lo voglio far conoscere, non perché tra voi ci siano dei ribelli, ma perché c'è bisogno di sapere che l'amore del Signore è attuale per tutti, sempre e ovunque.
Ecco il messaggio d'amore
"Di solito si insegna che il Signore premia i buoni e castiga i malvagi. Il messaggio del Natale è che il Signore comunica il suo amore a tutti, senza distinzioni. Dice Gesù che il Padre celeste «è benevolo anche verso gli ingrati e i malvagi» (Luca 6,35). L'amore di Dio non dipende dal comportamento dell'uomo. Dio non concede il suo amore e il suo perdono agli uomini perché questi lo meritano, ma perché ne hanno bisogno. Noi non meritiamo l'amore di Dio; ma lo accogliamo, come espressione gratuita e generosa della sua infinita misericordia".
Erano tutti contenti per questo messaggio di gioia! È stato accolto davvero come la "bella notizia" annunciata dall'angelo ai pastori. Quella "bella notizia" è ancora oggi nell'aria, così come l'augurio emerso dall'incontro dei giovani: "Aiutiamoci a raddrizzare le orecchie per sentirci ancora dire che il Signore ci vuole bene". Lui si serve di tutti per dircelo, anche di ex-ribelli.








