Secondo i miei gusti e desideri
In piazza san Pietro c'ero anche io quella sera del 13 marzo e non mi sarei mai perdonato di non essere presente. Centomila persone, forse più. Ma quel che più conta, gente felice e gioiosa, tutta quanta contagiata dal sanissimo virus dell'ottimismo cristiano.
Papa Jorge Bergoglio ha voluto chiamarsi "Francesco", semplicemente: né primo né secondo. Prima ancora che iniziasse il conclave un'insegnante che ora lavora a Milano mi aveva chiesto un pronostico. Gli avevo risposto: "Non ne faccio, tanto ci pensano gli addetti ai lavori, gente a volte prezzolata, al servizio di questo o di quel movimento". Avevo anche aggiunto che... "i miei gusti erano il card. Bergoglio, e i miei desideri pure".
Quando in piazza San Pietro ho sentito i primi due nomi - Mario Jorge - non ho voluto sentire neanche il terzo: sono esploso in una gioia irrefrenabile e ho urlato, in mezzo a tutti: "Bergoglio! Bergoglio!". Chi mi era accanto diceva: "Ma chi è?". Risposi: "Lo so io. Lo Spirito Santo sa quel che fa e lo fa bene!".
Guarda caso, poco prima della fumata bianca un gabbiano si era posato sopra la canna fumaria e da là sembrava volersi godere lo spettacolo. Forse non era un semplice spettatore, ma un "segno" inviato da Dio, per dirci che lui ancora agisce segretamente nel cuore degli uomini. Il cardinal Martini otto anni prima e non a caso, aveva fatto anche lui il nome di "Francesco Bergoglio".








