Se mancano le lacrime / 2
Germogli di speranza
Pakistan: 2015 “anno della pace”. Alcune organizzazioni impegnate a promuovere il dialogo interreligioso in Pakistan hanno proclamato il 2015 “anno della pace”. L'obiettivo vero è pregare e operare per la pace, la solidarietà, la riconciliazione, l'armonia interreligiosa e l'eliminazione del terrorismo dal paese. Nel corso dell’anno tutti si impegneranno a organizzare seminari, conferenze, marce, iniziative culturali, concorsi per bambini, incontri interreligiosi in modo che il Pakistan diventi un paese di pace e tutti i cittadini vivano senza paura. Ce lo auguriamo davvero!
• Pakistan / 2: radio web cattolica. È nata “Good News radio”, la prima radio cattolica del Pakistan, lanciata dall'arcidiocesi di Karachi. Un gruppo di 7 volontari garantisce sei ore di trasmissioni ogni giorno. Padre Arthur Charles, che ha ideato il progetto, spiega: “Non potendo predicare il messaggio di Gesù in luoghi difficili, con la radio e gli altri mass media portiamo il vangelo ovunque…”. Good News radio spiega l’insegnamento della chiesa, commenta questioni sociali, eventi, attualità, proponendo anche temi teologici e biblici.
• Centrafrica: risveglio? “Le comunità musulmane e cristiane cominciano a parlarsi e cercano con ardore la pace”, lo affermano i vescovi della Repubblica Centrafricana, secondo i quali la situazione della sicurezza è migliorata grazie al dispiegamento delle forze dell’ordine locali e dell’Onu. C’è anche il ristabilimento dell’amministrazione pubblica in alcune località e il “risveglio spirituale” di diversi credenti, ma i vescovi lamentano che esistono ancora molte difficoltà da affrontare, a partire dalla violenza diffusa a tutti i livelli.
• Primo diacono mongolo. L’ordinazione del primo diacono di nazionalità mongola, a 22 anni dalla rinascita della chiesa nel paese, “è un’immensa grazia e un dono inestimabile per la piccola comunità dei battezzati in Mongolia, che conta circa mille credenti”. Lo dice p. Ernesto Viscardi, missionario della Consolata. L’ordinazione diaconale di Joseph Enkh-Baatar è avvenuta l’11 dicembre, nella cattedrale di Daejeon, in Corea, dove il giovane ha frequentato il seminario. La chiesa in Mongolia, pur essendo molto giovane, è già radicata ed Enkh-Baatar è tra i primi germogli.
• Mons. Costa: pastore buono. Dal Bangladesh p. Alfonso Oprandi informa che mons. Paulinus Costa, arcivescovo emerito di Dhaka, è spirato nel pomeriggio del 3 gennaio.
Mons. Costa era stato per lunghi anni rettore del seminario maggiore a Bonani, primo vescovo di Rajshahi e infine arcivescovo di Dhaka e presidente della conferenza episcopale in Bangladesh.
Il Signore accolga questo “pastore buono e popolare”, che ha sempre promosso la convivenza pacifica e il dialogo.
Due bei premi
• Il dottor Mukwege. È stato assegnato al dottor Denis Mukwege, medico congolese che cura le vittime degli stupri di guerra nel Sud Kivu (Congo RD), il premio Sacharov 2014 per la libertà di pensiero, in ricordo dello scienziato e dissidente sovietico. È un riconoscimento istituito dal Parlamento europeo nel 1988. Il dottor Mukwege dirige il centro sanitario di Panzi, a Bukavu, capoluogo del Sud Kivu.
• Padre Bernard Kinvi, missionario camilliano, è stato insignito del premio Alison Des Forges, accordato da Human Rights Watch a chi si è distinto nel difendere i diritti dell’uomo. Padre Bernard ha offerto protezione e assistenza a centinaia di musulmani che rischiavano di essere uccisi dalle milizie anti-balaka. “Abbiamo fatto la scelta di restare in Centrafrica quando è scoppiata la guerra civile - ha detto il religioso - questo premio è un appello alla pace e alla riconciliazione; invito i miei fratelli centrafricani a unirsi per la pace e lo sviluppo”.
Una storia speciale: Le Lacrime di Jun
• Le lacrime di Jun. In piedi di fronte a papa Francesco, Jun leggeva la sua storia di ex bambina di strada. Ma la commozione le ha strozzato le parole in gola. Il suo pianto ha commosso il mondo. Appena prima di farsi bloccare dall’emozione era riuscita a esprimere una domanda molto chiara: “Perché Dio permette che i bambini soffrano?”.
E il papa ha espresso il suo pensiero. “Jun oggi ha fatto l’unica domanda che non ha risposta. E non le venivano le parole, ha dovuto dirlo con le lacrime. Solo quando siamo capaci di piangere sulle cose che voi avete vissuto possiamo capire qualcosa e rispondere. C’è una compassione mondana che non serve a niente! Se Cristo avesse avuto questa compassione, avrebbe guarito tre o quattro persone e sarebbe tornato al Padre.
Solamente quando Cristo è stato capace di piangere ha capito i nostri drammi. Al mondo di oggi manca il pianto! Impariamo a piangere, come Jun ci ha insegnato oggi”
Un altro gesuita, mons. Munzihirwa, vescovo di Bukavu, ucciso il 29 ottobre 1996, amava dire: “Ci sono cose che solo gli occhi che hanno pianto possono vedere”.







