Se le porte si chiudono…
La dolorosa liquidazione della Cooperativa che gestiva le attività dello Csam dei saveriani di Brescia, ha portato altri dolorosi tagli. Non è questo il luogo per esprimere opinioni su scelte o modalità, ma è doveroso ringraziare chi ha contribuito con la sua professionalità e competenza a rendere efficienti i settori in cui è stato chiamato a lavorare.
Anna e i conti in ordine…
A poco meno di due anni dalla meritata pensione, Anna Gozzi ha smesso di premere i pulsanti della calcolatrice. È stata per 25 l’anima dell’amministrazione. Ha contribuito a tenere i conti in ordine, districandosi tra leggi, bilanci e colleghi, che vedevano in lei un punto di riferimento importante per ogni aspetto.
L’amministrazione era il punto centrale dello Csam; in tanti (anche troppi) bussavano alla porta dell’ufficio, posto all’ingresso del chiostro, proprio di fronte alla sala Romanino. Anna ha sempre accolto tutti con il suo inconfondibile e gentile “avanti”, nonostante una mole di lavoro non indifferente. Proverbiali erano i periodi di chiusura del bilancio, quando l’amministrazione diventava una stanza segreta, invalicabile.
Ora spetta a lei tracciare un personale bilancio di questi anni trascorsi, a suo modo, a servizio della missione. Avrà tutto il tempo, anche a fronte di una “libertà” anticipata e inaspettata. Ne godrà sicuramente la sua famiglia…
Michela, segretaria del Cem
Nel cuore dell’estate Michela Paghera, responsabile della segreteria di “Cem Mondialità”, si è chiusa dietro a sé la porta dell’ufficio, dopo quasi sette anni.
Con la conclusione dell’attività di questa costola saveriana, forse mai troppo sentita come tale, anche Michela è stata costretta a lasciare lo Csam.
Spesso in solitudine, era il baluardo della redazione, anche in pieno agosto, quando tutti erano in ferie.
Michela, infatti, era al suo posto per organizzare i convegni Cem in calendario alla fine del mese più vacanziero per eccellenza. Il suo instancabile lavoro in sede di convegno era apprezzato da tutti.
Michela manteneva i contatti con redattori e collaboratori che, periodicamente, si trovavano anche a Brescia per fare il punto della situazione.
E poi non si può dimenticare la collaborazione preziosa alla stesura della bella Agenda della pace, che in tanti aspettavano ogni anno.
Anche a Michela auguriamo di riscrivere il suo futuro, come se l’immagina, sicuramente sarà fruttuoso e ancor più ricco di soddisfazioni.








