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Gli amici di p. Andrea Galvan hanno preparato il caffè. La domenica delle Palme hanno ricevuto la visita dei famigliari del saveriano, al quale il gruppo, sorto nel rione San Vincenzo di Desio, intende dedicare un piccolo parco. Un’area che tenga vivo il suo nome anche tra le giovani famiglie che non lo hanno conosciuto e che hanno trovato casa nel quartiere in espansione negli ultimi decenni.

Non un giorno sciupato

Il ricordo del missionario è invece incancellabile tra chi ha camminato accanto a lui, dal 1952 al 1971, gli anni della sua presenza a Desio. Tra chi, soprattutto le famiglie provenienti da Veneto e sud Italia, lo ha avuto in casa con regolarità; chi ha goduto del suo conforto nei momenti difficili, del suo sorriso in quelli gioiosi; chi ha partecipato alle sue Messe, si è confessato da lui; chi gli ha affidato nella preghiera i cari famigliari giunti al termine della vita.

È stata una vita non molto lunga quella di padre Galvan (1896-1971), ma nessuno dei suoi giorni è stato sciupato.

Parenti e amici insieme

Hanno preparato il caffè e i biscotti e hanno messo la tovaglia con i disegni verdi sul tavolo bianco, circondato da sedie, nella sede del gruppo in via Bassano del Grappa, nel cuore del rione Spaccone. I nipoti di padre Andrea, Maria Teresa, Angela, Maria Grazia e Giancarlo sono arrivati apposta da San Giorgio di Perlena, il paese in provincia di Vicenza, vicino a Bassano del Grappa, dove essi vivono e dove p. Andrea era nato il 17 giugno 1896.

Sono in contatto da quando alla gente del rione è venuta l’idea di ricordare per sempre il missionario. Insieme, domenica mattina sono stati al cimitero, alla tomba dei sacerdoti, dove riposa anche p. Andrea. Lui stesso aveva chiesto di essere sepolto a Desio, dove era morto il 16 marzo 1971.

Per le vie di Desio…

Poi, parenti e amici hanno voluto compiere un breve giro del quartiere, passando per via Catania, dove c’è il primo locale nel quale p. Andrea celebrava la Messa e confessava: “un locale vuoto di casa mia e di mio fratello Armando - ha spiegato Flavio Bartolomei; doveva essere per una settimana, il tempo della missione cittadina; c’è rimasto molto di più e ne siamo felici”.

Tutti insieme hanno proseguito per via Tre Venezie, dove è stata successivamente allestita la cappella. Infine, la pausa nella sede del gruppo, dove Gianni Bona ha mostrato loro il progetto del piccolo parco da intitolare a p. Andrea Galvan. L’area si trova tra via Calatafimi e via Marsala.

Ci sono già gli alberi, alcuni dei quali sono da sfoltire o sostituire perché secchi. Sarà realizzato un sentiero che porterà nel cuore del giardino e saranno collocate alcune grosse pietre a simboleggiare la gente incontrata dal missionario durante gli anni di apostolato nel rione.

Quella frase di padre Pio

Ma padre Andrea Galvan è stato solo un grande missionario, un umile uomo di Dio o qualcosa di più?

A giudicare dal ricordo che egli ha lasciato a Desio, qualcosa in più lo è stato. Racconta ancora Flavio Bartolomei:

“Tanti anni fa, un gruppo di pellegrini di Desio ha raggiunto S. Giovanni Rotondo per incontrare padre Pio. Uno di loro è riuscito ad arrivare al suo confessionale e padre Pio gli chiese da dove venisse. Quando sentì la parola Desio, disse: «Cosa vieni a fare da me? A Desio avete un confessore più bravo e santo di me, padre Andrea Galvan!». Come faceva padre Pio a conoscere padre Andrea?”.

Il matrimonio del 1964

Di p. Andrea Galvan abbiamo un documento interessante che risale a oltre cinquant’anni fa. Si tratta di una fotografia scattata nel giorno del matrimonio della signora Guerrina Vidale: il 1° giugno 1964.

Il celebrante era proprio lui.

La signora Guerrina l’ha conosciuto bene, perché abitava proprio davanti alla villa “Tittoni”, allora sede dei saveriani di Desio.

Suo papà, oriundo dal Veneto, era grande amico di p. Andrea. Famiglia numerosa (10 fratelli), quasi tutti si sono sposati con la sua benedizione.

Padre Andrea era molto socievole e affabile:

volentieri andava nelle famiglie e si intratteneva per lunghi e cordiali colloqui. I suoi preferiti erano i malati e gli anziani.



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