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Un antico proverbio Warega, “Il sole non dimentica nessun villaggio”, è apparso in uno dei fantasiosi elaborati esposti nel chiostro di San Cristo venerdì 8 maggio, nella festa di premiazione che ha concluso la 14ª mostra dai saveriani di Brescia.

Come ogni anno, l’antico chiostro si è riempito di colori e voci: gruppi di ragazzi e di chi è rimasto ragazzo nel cuore, con professori, educatori e animatori, sono stati accolti a San Cristo. Insieme, abbiamo festeggiato la conclusione di un percorso didattico / formativo iniziato l’8 novembre 2014 con la mostra sul popolo Warega.

Affetto e vitalità

Quest’anno sono stati premiati 17 gruppi, davanti a oltre trecento alunni e insegnanti, giunti da Brescia e provincia. Ancora una volta abbiamo sentito la bellezza di questa partecipazione. Tutti si sono dimostrati amici delle mostre dei saveriani.

Li ho sentiti vicini come una grande famiglia e ho condiviso con loro e con gli altri volontari il dono prezioso dell’affetto e della vitalità.

Tutti sono stati bravissimi e sarebbe riduttivo nominare solo qualcuno e non altri. Vorrei però ricordare che nelle prime file erano seduti gli anziani della casa di riposo “Licini Cantù” di Rovato, già incontrati lo scorso anno, il gruppo delle donne ospiti di “Casa Ozanam” e i ragazzi della cooperativa “Futura” di Cortine di Nave.

Me li ricordo tutti nel loro passaggio alla mostra e spiritualmente li ho abbracciati, ringraziandoli per il dono del loro tempo e della loro attenzione.

I lavori esposti sono stati realizzati con l'uso di vari materiali: cartapesta, legno, terra e paglia. Ogni lavoro conserva la freschezza e la creatività di cuori liberi. Grazie, ragazzi, e grazie anche ai vostri docenti, educatori e animatori che hanno fatto della loro professione una “vocazione".

Dopo le premiazioni e le foto... si è ripetuto il rito della pizza calda per tutti, con i volontari trasformati in fornai e baristi.

I Kayapò per la prossima mostra 2015-2016

Arrivederci, “cari amici”, vi ho sentito proprio così ed è una parola bellissima; arrivederci all'anno prossimo per immergerci nella foresta tropicale brasiliana del Mato Grosso, dove vivono i "kayapò, gli uomini del posto dell'acqua". Il loro corpo è interamente ricoperto di tatuaggi dipinti con pigmenti vegetali e fabbricano diademi con le piume dell'Ara Macao, di cui si ornano durante le cerimonie.

Come tutti i popoli conquistati, sono stati sfruttati, decimati e cacciati dalle loro terre, ma hanno saputo reagire ai soprusi.

La prossima mostra metterà quindi in evidenza, oltre alla conoscenza di questo affascinante e fiero popolo, anche la lotta per la libertà e per la sopravvivenza della loro flora, fauna e vita umana.

Ci vediamo quindi in novembre con i kayapò, sempre dai saveriani di Brescia.

Buone vacanze!



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