Se i re magi arrivano in Bangladesh
Agli amici che ci aiutano nella missione.
A volte ho la presunzione di identificarmi con qualche personaggio del vangelo (forse la parte che mi riuscirà meglio sarà quella del buon ladrone in croce, con la sua confessione di peccatore e la sua professione di fede. Lo spero!).
Ultimamente, mi è capitato di identificarmi con i re magi. Stavo sonnecchiando nella mia veranda, mentre mi frullava un pensiero: "Se fossi un re magio, dirottato da una stella bizzarra qui in Bangladesh... dove lo troverei Gesù Bambino? E quale regalo potrei mai offrirgli?".
I presepi della mia vita
E intanto mi scorrevano nella mente gli innumerevoli presepi della mia vita:
- quelli di quand'ero bambino con le pecorelle, le statuine, il boscaiolo che porta a Giuseppe la legna da ardere, il sarto che porta un pacco di vestitini, la donnina che porta delle uova...
- i presepi da studente missionario, con luminose scene di aurore e tramonti su tutti i paesi del mondo...
- i presepi del Bangladesh, nei villaggi dove ancora manca la luce elettrica e non ci sono negozi che vendono le statuine, e la capanna di Betlemme, che i bambini riempiono con tutte le immagini sacre che trovano in casa, così che ogni presepio esibisce decine di Gesù bambino, qualche immagine della Madonna e altre di sant'Antonio, di santa Rita e tutto il paradiso.
Il ritmo delle stampelle
L'incanto di questo flash-back mi viene interrotto dal ritmo di due stampelle che conosco bene: è Bissogìt, il bambino hindu che - ricordate? - un anno fa a Natale avevo definito "il Gesù bambino con i piedi storti", che neppure i dottori italiani hanno potuto operare e raddrizzare.
"Padre, le mie stampelle sono diventate corte. Non puoi aggiungere altri due pezzetti di legno?", mi confida. Ne avevo già aggiunti due pezzetti sei mesi fa, ma il legno si consuma presto e Bissogìt si allunga in fretta, nonostante i suoi tanti guai congeniti (piedi ritorti, gobba, un polmone atrofizzato, cuore compresso, spina bifida).
Le manacce dell'operaio
Un bagliore s'accende nella mia mente. Ecco, non c'è dubbio. Se venissero in Bangladesh, quest'anno i re magi a Gesù porterebbero non oro né argento né mirra, ma un bel paio di stampelle nuove!
Mi metto subito all'opera e con queste manacce da "missionario operaio" (...da studente m'incantavano i "preti operai"!) costruisco due stampelle formidabili in acciaio leggero, allungabili e con il fondo a piede di tigre del Bengala (una mia invenzione "antiscivolo", ormai collaudata da più disabili, che può resistere parecchi anni).
L'emozione dell'Epifania
Ecco, arriva il 6 gennaio. Bissogìt non sa di essere Gesù bambino, non sa cos'è l'Epifania, ma quando gli ho messo in mano le due stampelle nuove ha sgranato due occhi grandi come il cielo per la meraviglia e la gioia.
E a me si è allargato il cuore. Sono fatto così: mi emozionano le piccole cose. E non oso pensare a quanta emozione sarà sentirmi dire un giorno (...il giorno del buon ladrone): "L'hai fatto a me!".








