Scuola di missione: Diventare amici
Appunti di spiritualità missionaria /6
La nostra scuola è teorica, ma anche pratica. Perciò dovrei essere preciso e utile. Il primo passo concreto che possiamo fare è quello di trovarci degli amici, o di diventare amici di persone che ancora non conoscono Cristo, o non lo seguono più. È facile e difficile, allo stesso tempo.
Possiamo anzitutto verificare quali occasioni abbiamo: tra i compagni di scuola, tra i colleghi di lavoro, tra le persone con cui ci troviamo a fare la spesa... Se sei un negoziante, fa’ attenzione ai tuoi clienti. Se sei una maestra, pensa ai tuoi alunni. Forse proprio il tuo vicino di casa è la persona che Dio ti affida. Poi possiamo cominciare, con semplicità e anche con una certa prudenza, nel modo che a ciascuno viene spontaneo, lasciando che il tempo maturi.
Stiamo aspettando i nostri figli fuori dalla scuola? Possiamo fare quattro chiacchiere. Stiamo comprando frutta e verdura al mercato? Possiamo scambiarci delle ricette. Possiamo farlo tra concittadini, e anche con gli stranieri. La diversità di lingua e di cultura non è un vero ostacolo; è un’occasione in più. A pensarci, l’amicizia è una specie di miracolo, perché è un rapporto gratuito e spontaneo, che supera tutte le barriere sociali e culturali.
E come alimentare un’amicizia? Sappiamo già cosa fare. C’è un compleanno? Posso farmi presente. C’è una festa in paese? Posso invitare gli amici e fare loro da guida, per aiutarli a capire meglio... Ma come comportarci con chi ha usanze sociali e religiose diverse dalle nostre? Dobbiamo cercare informazioni. E anche stare attenti: senza volerlo, un nostro comportamento può essere sgradito all’altro, e viceversa. Su questo punto ci vuole tempo e pazienza, prima di sentirci a nostro agio: lui con noi, e noi con lui. Ma è un’avventura interessante. Ciascuno di noi può scoprire un fratello o una sorella in qualcuno che finora gli era estraneo.
La nostra amicizia, inoltre, non può limitarsi solo ad aiuti materiali, ma deve orientarsi verso una profonda condivisione umana e spirituale. Alcune situazioni richiedono un aiuto immediato, altre meno. Per capire cosa fare, ognuno di noi deve cercare di ascoltare la voce interiore che lo ispira, caso per caso. Qui è il bello della nostra scuola di missione: la missione si può imparare, ma nessuno riesce a insegnarla a un altro!
Così l’amicizia diventa una via alla missione. L’ha praticata Gesù, che ha chiamato “amici” i suoi discepoli, “perché vi ho rivelato tutto ciò che ho udito dal Padre mio”. Tra i grandi missionari, l’ha praticata in modo particolare padre Matteo Ricci, che ha persino pubblicato in cinese un libro sull’amicizia. Padre Ricci è morto giovane, quasi consunto, perché non rifiutava nessuno che desiderasse parlargli. Qualcuno lo ha definito un “martire dell’amicizia”.
“Fratelli si nasce, amici si diventa”. Diventare amici è un primo passo concreto per condividere con tanti la nostra fede in Cristo.








