Scolaresche, esperti e curiosi…
Le popolazioni nascoste, quelle che sui libri di storia non esistono e che la cronaca dimentica per soggezione verso i grandi interessi internazionali, quelle che da tali interessi sono schiavizzate e decimate, o aizzate una contro l’altra, e che vedono il proprio ambiente vitale e la propria cultura inesorabilmente distrutti, sono al centro delle mostre proposte dai missionari saveriani di Brescia.
Un’offerta culturale unica
La mostra sul popolo warega, presentata quest’anno e chiusa il 1° marzo, ha riscosso un notevole successo, non solo fra insegnanti che hanno incoraggiato le loro classi alla conoscenza di una realtà diversa e commovente, ma anche fra studiosi delle culture africane che si sono avvicendati nelle visite e sono rimasti sorpresi ed entusiasti dall’esposizione dei reperti assolutamente unici e dalla preparazione delle guide.
Alcuni di loro hanno percorso centinaia di chilometri per venire a Brescia per visitare questa esposizione, semplice nell’allestimento, ma carica di significato. È stata un’occasione imperdibile per i visitatori che hanno risposto con entusiasmo e grande partecipazione a questa offerta culturale unica nel suo genere.
Bambini guide ai genitori
Intere scuole, classe per classe, hanno affollato la mostra e il laboratorio durante la mattina dei giorni feriali. Il pomeriggio, invece, era dedicato a visite individuali di gruppi: anziani, oratori, disabili, scout, universitari... Il sabato e la domenica sono arrivate molte famiglie, accolte e accompagnate lungo il percorso dalle guide e dagli altri volontari.
Molto significativa è stata la presenza di un bambino che, dopo essere già stato alla mostra con la scuola, ha voluto accompagnare la mamma nel pomeriggio, spiegandole con precisione ed entusiasmo il significato di ogni oggetto esposto.
Un altro piccolo visitatore di sette anni ha accompagnato la nonna, munito di blocco e matita, e ha riprodotto sui fogli magnifici disegni delle maschere. Il mondo dei bambini, così spontaneo e vero, non finisce di stupire!
Solidarietà e condivisione
Il mercatino equo-solidale ha presentato prodotti africani, fra cui oggetti artigianali in legno e foglie di banano, oltre a svariati prodotti alimentari che sono andati a ruba! Il ricavato contribuisce a finanziare un progetto per la “Città dei giovani” a Kindu, nella repubblica democratica del Congo.
Conoscere il pensiero della popolazione Warega ci ha arricchito di una filosofia di vita basata sulla solidarietà, sulla condivisione delle conoscenze, dei doveri e dei diritti.
Il concetto del bene e del bello pervade il pensiero di questo popolo, producendo moderazione, temperanza, equità.
Non sembra questa l’indicazione di un percorso che dovremmo seguire anche noi, alla luce dello smarrimento etico da cui siamo sopraffatti?







