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p.6 migranti ansaMigranti: stretta Ue. La nuova stretta sui migranti scelta da Bruxelles solleva non poche critiche e perplessità da parte di chi, ogni giorno, ha a che fare con chi fugge dalla guerra e dalle violenze. Per Camillo Rigamonti (Centro Astalli per i Rifugiati) “si continua a intervenire pensando alla difesa di confini che diventano lo spartiacque tra chi ha diritto ad avere diritti e chi questo diritto non lo ha”. Per i rappresentanti dei giuristi “i Paesi contenuti nella lista non corrispondono alla definizione giuridica di Paese sicuro, cioè che ha un ordinamento democratico e nel quale non ci sia in via generale e costante rischio concreto di persecuzione”. Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans, ha detto: “Il modello Albania non risolve alcun problema reale; le persone vengono private della libertà, della trasparenza procedurale e delle garanzie fondamentali”.
E i dati del Dossier Idos mostrano un calo degli attraversamenti irregolari, ma denunciano allo stesso tempo un sistema di contenimento che alimenta abusi, morti in mare e traffici. Il calo riflette più l’irrigidimento dei controlli e gli accordi di contenimento che una reale diminuzione delle cause di fuga.

Congo RD: contro l’accordo. La Chiesa cattolica in Congo RD ha denunciato senza mezzi termini lo pseudo accordo di pace firmato a Washington il 4 dicembre tra il presidente congolese Felix Tshisekedi e l’omologo ruandese Paul Kagame, con la mediazione di Trump. L’accordo si basa su una “falsa amicizia” e rappresenta una nuova forma di colonialismo. Mons. Muteba, presidente della Conferenza episcopale, afferma: “Tutti questi accordi di cui sentiamo parlare sono in realtà basati sull’avidità di sfruttare le risorse naturali del paese”. E ha messo in guardia dal rischio che il Congo torni a essere il campo di battaglia di una nuova guerra per procura, tra Stati Uniti e Cina. Il governo, dal canto suo, ha respinto le critiche affermando che l’accordo non include nessuna svendita di risorse naturali, né alcuna violazione della sovranità nazionale.

p.6 Missionari uccisi 2025 FidesMissionari uccisi. Nel 2025, secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, sono stati uccisi nel mondo 17 missionari e missionarie cattolici (presbiteri, religiose, seminaristi, laici). Il numero più elevato si è registrato in Africa (10 missionari, di cui 5 solo in Nigeria), 4 in America (due suore ad Haiti), 2 in Asia (uno è il primo prete cattolico birmano ucciso in Myanmar) e 1 in Europa.Negli ultimi anni sono l’Africa e l’America ad alternarsi al primo posto di questa tragica classifica. Dal 2000 al 2025 in tutto il mondo sono stati uccisi 626 missionari e missionarie cattolici. “Il seme dei loro sacrifici, che sembra morire, germoglia, porta frutto, perché Dio attraverso di loro continua a operare prodigi, a cambiare i cuori e a salvare gli uomini” (papa Francesco, 26 dicembre 2023).

p.6 MSF GazaA Gaza tutto bene? Israele minaccia di negare la registrazione a Medici Senza Frontiere (MSF) e ad altre Ong internazionali (tra cui Pax Christi, Caritas Internationalis, Oxfam). È un tentativo cinico e calcolato di impedire a queste organizzazioni di fornire assistenza a Gaza e in Cisgiordania, violando gli obblighi di Israele stabiliti dal diritto internazionale umanitario. L’obbligo per loro è comunicare i dati personali "completi" relativi ai membri dei propri rispettivi staff. Le Organizzazioni umanitarie colpite dalle misure delle autorità israeliane “supportano il 60% degli ospedali da campo, implementano quasi tre quarti delle attività di accoglienza e fornitura di beni non alimentari e forniscono tutte le cure ai bambini affetti da malnutrizione acuta grave. La loro rimozione comporterebbe la chiusura delle strutture sanitarie, l’interruzione delle distribuzioni di cibo, il collasso delle condutture per gli alloggi e l’interruzione delle cure salvavita”. Spiega MSF: “Se la descrizione di ciò che i nostri team vedono con i propri occhi a Gaza è sgradevole per alcuni, la colpa è di chi commette queste atrocità, non di chi ne parla”.

 L’iniziativa

Economy of Francesco

A Castel Gandolfo oltre seicento giovani, in prevalenza donne e provenienti da sessantasei Paesi, hanno partecipato all’incontro internazionale Restarting the Economy, promosso dalla Fondazione The Economy of Francesco su impulso di Papa Francesco. L’obiettivo è rileggere l’attuale sistema economico alla luce dei principi del Giubileo biblico: liberazione dalle schiavitù moderne, restituzione dei beni, remissione dei debiti e centralità della dignità umana. L’iniziativa, articolata in tavole rotonde, workshop e sessioni plenarie vedeva la presenza di esperti come p. Paolo Benanti, membro del Comitato ONU sull’Intelligenza Artificiale; suor Helen Alford, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali; imprenditori impegnati a coniugare etica e gestione aziendale. Il cambiamento richiede tempo, collaborazione tra generazioni e continuità nei progetti: iniziative contro la povertà, percorsi sull’uso responsabile dell’Intelligenza Artificiale, programmi di riforestazione, opere idriche per comunità vulnerabili e molte altre attività nate dal basso.

Voci dalla missione

Se a mancare è anche l’umanità

L’Osservatore Romano del 15 gennaio ospita un’intervista al Saveriano p. Mario Pulcini, dal 1978 in Burundi, a cura di Federico Piana. Il tema sono i profughi in fuga dalla guerra nel vicino Congo RD.

p.6 profughi congo in Burundi Vatican NewsIl flusso intenso di migliaia di profughi è iniziato il 10 dicembre 2024, giorno della caduta della città congolese. Fin dall’inizio si sono stimate oltre 200.000 persone, molte delle quali oggi sono ospitate in diversi campi d’accoglienza, abbastanza grandi: uno nella provincia di Ruyigi e l’altro nella zona di Rumonge sulle rive del lago Tanganica. Il direttore di Caritas Burundi ci confermava una notizia terribile: recentemente, nel campo di Ruyigi, ci sono stati più 60 decessi, molti dei quali provocati dal colera. E poi lì, come in quello di Rumonge, manca tutto: acqua, cibo, vestiti. E le malattie dilagano. I soldi stanziati dall’Onu, milioni di dollari, ancora non sono arrivati, in un Paese che vede il 70% per cento della popolazione vivere sotto la soglia di povertà soffrendo di malnutrizione cronica. Ma i burundesi non si sono tirati indietro e hanno messo in campo uno sforzo umanitario senza precedenti: i profughi che non sono riusciti a rientrare in Congo RD e che non sono nei campi sono stati ospitati dalle famiglie burundesi, nonostante il timore di una possibile infiltrazione di elementi del gruppo M23. Ma poi è prevalso il senso d’umanità e accoglienza. I Saveriani ad Uvira raccontano quello che è successo e sta ancora accadendo: spari, bombe, gente che fugge. La situazione pare essersi un po’ calmata, ma c’è ancora tanta paura; l’M23 sostiene di essersi ritirato ma questo non è vero. E a mancare è anche l’umanità. La mamma di un confratello messicano è deceduta e lui avrebbe voluto far ritorno in patria per poter partecipare ai funerali. Dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie, è stato bloccato al confine. Non si poteva fare più nulla…

Una storia speciale

Senza permesso

p.6 Gutierrez Juan ManuelLui è p. Juan Manuel Gutierrez, messicano. È bloccato a Roma da settembre, dopo aver partecipato alla canonizzazione di Pier Giorgio Frassati. Non può tornare negli States perché non gli è stato rilasciato il permesso umanitario. Non basta aver vissuto negli Stati Uniti per vent’anni. Non basta più oggi, se non hai i documenti in regola e provi ad uscire dal Paese per partecipare alla Messa di canonizzazione del santo grazie alla cui intercessione hai ricevuto un miracolo. Ordinato nel 2022, 39 anni, è guarito da una lesione al tendine d’Achille grazie all’intercessione del santo torinese, quando questi era ancora beato. A causa delle politiche migratorie di Trump non può rientrare a casa, negli Stati Uniti, dove c’è tutta la sua vita. “Nel Paese la situazione è precipitata, ci sono persone migranti che hanno paura di andare al supermercato, a scuola, in chiesa. Se solo questa gente conoscesse il dolore e la sofferenza di chi è costretto a lasciare la propria casa per cercare una vita migliore...”.



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