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Il 20 ottobre nella casa di Vicenza è morto p. Marino Rigon. Aveva 92 anni. Entrato nell’Istituto nel 1938, è stato ordinato presbitero a Piacenza il 10 marzo 1951. Ha speso tutta la sua vita missionaria in Bangladesh fino al 2014, quando è rientrato in Italia. Grande studioso dei poeti bengalesi, è conosciuto soprattutto per la traduzione di molti libri di Tagore in italiano e di poemi di altri autori. Per questo suo contributo culturale, ha ricevuto molti riconoscimenti, sia in Bangladesh che in Italia.

“Con la morte di p. Marino Rigon - scrive Gerolamo Fazzini - ci lascia un grande missionario e un uomo di cultura particolarmente apprezzato in Bangladesh. Un Paese quasi totalmente musulmano che, alcuni anni fa, lo aveva premiato attribuendogli la cittadinanza onoraria, un fatto unico nella storia bengalese. Il privilegio del riconoscimento presidenziale si deve soprattutto al prezioso e tenace lavoro culturale di p. Rigon, che l’ha portato a diventare il principale traduttore in italiano delle opere di Tagore, poeta, saggista, romanziere e mistico bengalese, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1913.

In onore del grande bengalese, p. Marino ha pure fondato, con l’aiuto di amici, un Centro studi Tagore. Originario di Villaverla (VI), figlio di una maestra e di un contadino, secondo di dieci figli, il piccolo Marino sceglie la vocazione missionaria, profondamente colpito dalla figura del padre con le piaghe sanguinanti che interpretava Cristo durante una rappresentazione teatrale popolare in Quaresima.  

Nel 1971, quando il Bangladesh si stacca dal Pakistan occidentale, scoppia la guerra civile. P. Rigon si schiera con la gente, a costo di mettere in pericolo la vita; ma dà ospitalità anche a molti indù, considerati nemici dai musulmani. Finito il conflitto, si adopera per costituire cooperative popolari e dà vita a centri di cucito e ricamo, che valorizzano l’antica arte del Nokshi Khanta, preziosi arazzi ottenuti con migliaia di piccolissimi punti”.

Tra i prestigiosi riconoscimenti ricordiamo anche quello ricevuto il 19 ottobre 2012 dall’Accademia Ambrosiana di Milano, che l’ha proclamato "accademico" in classe Asiatica. MS allora diede puntuale la notizia. Nel suo intervento p. Rigon disse: “Ho imparato dai bengalesi, dalla loro vita comune, quotidiana. Un vecchio capo villaggio di pescatori un giorno mi parlò così: ‘Io, che sono società, desidero rivolgermi alla mia gente come società’. L'uomo bengalese sa e afferma, ‘Io sono società!’.

I bengalesi mi hanno insegnato a dire che ‘io sono società’, cioè chiesa che è società. Per essere missionario e fare missione io devo essere chiesa, cioè società, e devo far sì che la gente che incontro veda in me la società che è chiesa. Se non sono chiesa non posso fare missione, non posso essere missionario. Nell'evangelizzazione, dobbiamo essere uomini per annunciare l'uomo; e dobbiamo essere chiesa per annunciare la chiesa".

p.3 Welsh TomIl 16 novembre, all’ospedale di Coatbridge in Scozia, è morto p. Tom Welsh, per collasso cardiocircolatorio. Aveva 67 anni. Nato a Bellshill, è entrato dai saveriani a Glasgow ed è stato ordinato presbitero nel 1977. Formatore e promotore vocazionale, a Glasgow, nel 1980 parte per la Sierra Leone.

Nel 1984 è a Chicago per studi alla Loyola University, dove ottiene un master in Psicoterapia. Dal 1991 è nel Regno Unito, dove svolge vari ruoli e servizi: animatore missionario a Preston, Coatbridge e Glasgow; superiore regionale dal 1998 al 2006; parroco di St. Alphonsus a Glasgow dal 2001 al 2009. Dal dicembre 2010 era direttore del Conforti Institute.



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