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S. Manente - Una Saveriana racconta la sua Missione

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Centocinquanta centimetri d'altezza, due grandi occhi aperti per cogliere le sofferenze e per dare conforto a mamme e bambini. Sua patria adottiva è la repubblica democratica del Congo (Zaire). Da trent'anni Ione Manente dedica la sua vitr;t alla gente dell'Africa. E' rientrata in Italia per partecipare all'assemblea generale della sua Congregazione ed ha trascorso alcune settimane con i propri familiari alla Gazzera, Mestre. Da qui era partita, a soli 19 anni, per diventare Missionaria di Maria, una saveriana. Sorella Ione ci parla del suo lavoro e della sua missione.

Data la mia qualifica d'infermiera professionale pediatrica, mi occupo in particolare ma non solo, dei bambini in età pre-scolare, iniziando dalla loro nascita. E' il periodo delicato della crescita. Bisogna fare le vaccinazioni contro la poliomielite, il morbillo, la tubercolosi, prevenire la denutrizione.

Sembra impossibile! Il Congo-Zaire è uno dei paesi più ricchi del mondo: grande otto volte l'Italia, ha solamente 50 milioni di abitanti. Con i suoi numerosi giacimenti di minerali preziosi arricchisce gli stati esteri industrializzati ed impoverisce la gente del posto . Scaltri industriali e politici si accaparrano le ricchezze facendo e disfacendo alleanze con il governo o le varie fazioni e formando la guerra.

L'ultima, la guerra ancora in atto in questa parte del Congo, dura da oltre sei anni, con il coinvolgimento di altri stati: Uganda, Ruanda e Burundi. Ha già fatto due milioni e mezzo di morti. La gente poi, per trovare un po' di sicurezza, si riversa nelle città. Ma anche qui mancano cibo, igiene e cure mediche. Così la denutrizione e la mortalità infantile aumentano e continuano a mietere vittime .

Eppure questa guerra sembra ormai dimenticata dai grandi mezzi di comunicazione . Anzi, sembra che a molti la guerra faccia anche comodo. Tornando al mio lavoro, devo dire che mi dà tante soddisfazioni. Anzitutto mi mette in contatto con tante mamme che cerco di aiutare perché facciano crescere bene i loro bambini . Scopro in loro tante buone qualità e chiedo loro di collaborare nella catechesi, nel formare i ragazzi ad una vita cristiana.

Mamma Teresita, per esempio, è una vedova che si prende cura di circa duecento ragazzi dai sei ai dodici anni; li tratta tutti come suoi figli, ma è anche esigente. Divisi in piccoli gruppi, questi ragazzi ogni settimana devono fare qualche piccolo lavoretto, specialmente a favore dei più poveri; ogni domenica, poi, devono sottoporre una relazione di quanto hanno fatto. In questo non si scherza. Conosco anche varie donne coraggiose il cui nome è scritto sul libro ... nero delle imputate, ma che non si arrendono, anche se rischiano la vita ogni giorno.

Anche gli uomini, giovani e adulti, si sentono coinvolti nel costruire una società migliore. Ho sentito un papà, ammalato grave e ormai prossimo a morire, dire ai suoi figli: "Quando muoio fate festa e non piangete. Io entro nella gloria. Piuttosto, perdonate e pregate per la pace".

E proprio così ha fatto lui, finché ha avuto il respiro. Tra poco tornerò a Bukavu, nella repubblica democratica del Congo. So che la gente mi aspetta. Una mamma analfabeta, che con sacrifici è riuscita a portare fino alla laurea tutti i suoi figli, guarda con fiducia al futuro e dice: "Come per il popolo ebraico al tempo di Mosè, così anche per noi ci sarà l'esodo nel momento che Dio ha stabilito. Voi, con la vostra presenza, ci aiutate a sperare e a preparare questo futuro".

Non posso deluderla. So che al mio ritorno sarò accompagnata dalla vostra preghiera e dalla vostra generosa  collaborazione. E ve ne ringrazio di cuore. Uniti nella stessa missione di Cristo Signore, vostra sorella, Ione Manente



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