S. Giuseppe e l’era della globalizzazione
Utopia dell’anno giubilare? L'aria in cui siamo immersi è pregna di ateismo; per l'uomo del 2000 Dio è ancora un concorrente infido; da sempre, l'uomo è alla ricerca della sua identità e della sua giusta collocazione in questo mondo: padrone o solo collaboratore? La storia se ben letta avrebbe dovuto mettergli più d'una pulce all'orecchio.
Un paio di mesi fa un'agenzia annunciava che gruppi di ribelli di Sierra Leone avevano licenziato centinaia di "baby soldati" naturalmente senza alcun indennizzo; una bravata irrazionale e crudele in linea con l'assurda loro violenta mobilitazione; li avevano forzatamente sradicati dalle famiglie e villaggi educandoli alla violenza e alla crudeltà più sadica; quando poi son venuti di inciampo e inutili i pochi sopravvissuti ridotti a larve umane li scaricarono alla mercè della foresta.
Per loro fortuna hanno trovato i missionari di Cristo! Decine di migliaia di profughi di Sierra Leone, Congo, Burundi, Cecenia, Kurdistan, Angola inseguiti per essere eliminati dai loro simili trovano nella loro tragedia aiuto e comprensione ancora e solo dai cristiani. Penso ai milioni di lebbrosi, agli affamati, ai perseguitati di ogni genere; il tutto mi pare un assurdo in questo nuovo Millennio ed è ancora Cristo con i suoi discepoli che viene in aiuto.
Ora è stata inventata la globalizzazione: mercato unico mondiale; dovrebbe essere perfettamente libero a cui tutti possono partecipare e usufruire dei suoi benefici, ma nessuno ha fatto i conti con l'ingordigia dei potenti che possono inondare i mercati con i loro prodotti, oppure con i soldi calmierarlo a piacere a faccia del povero costretto a cedere e pian piano ad aiuto-elidersi.
A gridare all'ingiustizia è ancora la voce di Cristo e dei suoi seguaci che non ci stanno al nuovo risvolto ingiusto della cosidetta civiltà occidentale. Marzo ci porta in casa un personaggio illustre e singolare: Giuseppe, capo della famiglia di Nazareth. Spesso mi soffermo sulla sua vicenda matrimoniale; lo seguo al tempio con Gesù e Maria sua sposa; me lo immagino nella sua corsa notturna in Egitto e nel ritorno pieno di ansie; poi finalmente pacifico nel suo laboratorio di Nazareth.
Guida saggia ed economo di una famiglia tutta speciale. È vissuto pure lui in un' epoca difficile e di disobbedienza pianificata a Dio; ma ha avuto il coraggio di credere e di fidarsi fino in fondo di Dio; non ha mai messo in forse il piano di Dio; l'ha seguito senza tentennamenti anche se non ci capiva; nessun miracolo particolare neppure per il Figlio dell'Altissimo anche se i Vangeli apocrifi si sbizzarriscono a narrarci le rispettose e premurose attenzioni della natura per provvedere e difendere il Figlio dell'Altissimo.
È una famiglia contenta del necessario, provveduto con il lavoro quotidiano senza l'assillo dell'accumulo; si fida del Dio provvidente e dei suoi piani. Giuseppe è il personaggio che accanto a Gesù ha trovato il senso della sua vita e la grandiosa realizzazione: è il nostro modello per il 2000!








