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Ritornando a Tortolì…: P. Mirto nel ricordo degli anziani

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Ho incontrato mons. Mario Mereu, parroco di Sant'Andrea di Tortolì, in occasione delle confessioni dei cresimandi. Gli ho chiesto la cartella dei documenti delle varie commemorazioni di padre Mirto e i nomi di coloro che l'hanno conosciuto. La cartella porta il titolo "Notizie p. Mirto e missionari saveriani a Tortolì". Da seminarista, mons. Mereu accompagnava i saveriani, che allora vivevano a Tortolì nel vecchio seminario, nei vari paesi per la proiezione di film missionari.

Documenti e fotografie

I saveriani hanno lasciato Tortolì da 60 anni. A Orrì possiamo ancora vedere il cippo commemorativo posto di fronte allo scoglio dove furono ripescati i corpi esanimi di p. Mirto e Serafino, suo assistente. La scritta dice: "In memoria di p. Virgilio Mirto, Guasila 1910 - Tortolì 1947, sacerdote educatore di giovani, vittima sacrificatosi nel mare di Orrì con Serafino Burranca per salvare i suoi allievi, 15 luglio 1947".

Su padre Mirto abbiamo la tesi di Daniela Tuveri di Guspini, depositata presso l'istituto di Scienze religiose di Cagliari, e il libro di mons. Antioco Pusceddu, vescovo di Lanusei. Nella cartella c'è anche la rassegna fotografica su p. Virgilio Mirto, curata da Antonino Strascio di Guasila. Le foto ritraggono p. Virgilio mentre gioca a pallone con i ragazzi nel cortiletto del seminario e il corteo dei funerali. Queste fotografie tengono viva la memoria storica dello spirito missionario di p. Mirto e i legami di Guasila con Tortolì.

L'archivio di signora Nina

Dei sopravvissuti di allora, ho incontrato la signora Nina, classe 1913, sorella della delegata Maria, impegnata per l'adozione di un apostolino del seminario missionario. Nina ricorda ancora la sofferenza fra chi aveva deciso di andare a risiedere a Macomer o Cagliari, invece di costruire nella zona di Arbarax, come voleva p. Belfiori. Ricorda i tempi in cui suo padre pasticciere, a Natale e Pasqua la mandava a offrire la zuppa inglese al vescovo, che allora risiedeva a Tortolì, accanto al seminario. 

Le auguro i "cent'anni", ma lei non vuole che si parli di queste "spavalderie". Intanto la signora Nina va ancora a visitare la sorella malata, a comprare il latte, alla posta... Conserva lettere, giornalini e foto dell'epoca in un vecchio armadio. L'ho invitata a cercare nell'armadio dei suoi ricordi i giornalini, le foto e le lettere dei missionari di quei tempi, prima che si rovinino in modo irrimediabile.

Perché non tornate?

Di quell'epoca c'è pure la signora Gina, 85 anni. "È un peccato che siate andati via da Tortolì. Il paese si è sentito abbandonato e trascurato dai canonici di Lanusei per la rivalità tra i due paesi". Ho capito che la presenza di soli tre anni dei saveriani è stata significativa per i ricordi lasciati in chi ha più di ottant'anni e ricorda l'opera dei missionari.

Il seminario di allora è diventato biblioteca comunale. In tanti anziani c'è il rimpianto e il rammarico della partenza. Pensano sia dovuta ai canonici di Lanusei, decisi a non vendere il seminario ai saveriani. In realtà, è più probabile che il motivo sia stata la scelta di andare in un paese più centrale della Sardegna e più facilmente raggiungibile. Qualcuno chiede il ritorno, visto che oggi Tortolì ha raggiunto 10mila abitanti (20mila in estate) e ha tre parrocchie. A volte la storia è diversa da quella che noi vorremmo...

Il parroco mons. Mereu assicura che i missionari torneranno per la settimana della missione parrocchiale di Sant'Andrea apostolo. Intanto a Guasila, il 15 maggio sono stati trasferiti nel santuario dell'Assunta i resti mortali di p. Virgilio Mirto, che attendevano nel cimitero il penultimo trasloco, prima della resurrezione finale.



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