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Ringraziamento e gioia fraterna, 3 dic. con vescovi e sacerdoti

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La festa del nostro santo patrono, il grande missionario che san Guido Conforti ha dato ai saveriani  come esempio da seguire, è stato un giorno di ringraziamento e di gioia nella comunità saveriana di San Pietro in Vincoli. Anche se cadeva di sabato, giorno in cui gli impegni pastorali sono maggiori, molti sacerdoti si sono dati appuntamento nella nostra casa per la consueta festa del 3 dicembre.

Erano presenti una quarantina di sacerdoti, appartenenti alle diocesi romagnole nelle quali aiutiamo con il ministero pastorale. Il vescovo di Faenza, mons. Claudio, ha presieduto la celebrazione, in cui noi saveriani abbiamo rinnovato i voti religiosi. Il nostro vescovo mons. Lino Pizzi ha concelebrato, assieme a tanti altri sacerdoti.

"Copie fedeli di Cristo"

Prima della celebrazione Eucaristica, p. Luigi Zucchinelli, che ha coordinato gli eventi della canonizzazione di san Guido a Roma, ha parlato della spiritualità missionaria che deve animare il sacerdote diocesano. Padre Luigi ha preso lo spunto dalla vita di san Francesco Saverio e di san Guido Conforti per sottolineare che anche il sacerdote diocesano deve essere missionario, animato cioè da un forte desiderio di essere "uomo di Dio" e di fare la sua volontà per il bene dei fratelli, specialmente coloro che sono lontani.

San Guido Conforti non ha fatto altro che vivere come sacerdote diocesano e come vescovo questo stesso spirito. Fondatore di una congregazione missionaria, il suo grande desiderio era quello di diventare lui stesso "copia fedele di Cristo" e ha desiderato che anche i suoi missionari fossero così. Raccomandava loro di tenere sempre Cristo innanzi agli occhi della mente, per essere accompagnati da lui ovunque. Per il Conforti, la santità consiste nel saper "vedere, cercare e amare Dio in tutto e in tutti" e nel fare la sua santa volontà.

Valori attuali e necessari

Il Conforti visse in un periodo storico difficile. Furono anni di repressione, di soppressione dei beni ecclesiastici, di violenza statale alle libertà personali e religiose, di odio anti clericale... Basti pensare al suo ingresso come arcivescovo di Ravenna, avvenuta di notte, per evitare possibili dimostrazioni anti clericali...

Conforti ci indica la strada per una nuova visione nella nostra pastorale, oggi. In che cosa consiste questa strada? Padre Luigi ha presentato ai sacerdoti alcuni valori molto attuali, di cui tutti abbiamo bisogno, e che il Conforti ha vissuto integralmente: il primato di Dio nella sua vita e il suo donarsi totalmente al prossimo; l'amore per la chiesa; la promozione della pace; lo spirito missionario.

"Cristo in tutti e in tutto!"

Conforti, pur essendo vescovo di una diocesi, si è aperto ai bisogni di tutta la chiesa, fondando un istituto missionario, divenendo animatore missionario della chiesa, specialmente attraverso la sua azione di primo presidente dell'Unione missionaria del clero. Era convinto che continuare la missione di Cristo fino agli estremi confini del mondo, non era una cosa opzionale, ma uno stretto dovere dei vescovi, dei sacerdoti, dei religiosi e dei laici. Ecco come si esprime il primo giorno come arcivescovo di Ravenna: "La mia parola d'ordine sarà sempre quella che ho voluto incisa nel mio stemma episcopale: «In omnibus Christus!»".

L'incontro si è concluso con l'agape fraterna: un pranzo tipico romagnolo in cui abbiamo avuto l'occasione di condividere con i sacerdoti le nostre esperienze ed esprimere loro il nostro "grazie", perché ci permettono di diffondere il nostro carisma missionario nelle parrocchie, sempre disposti a servire con lo stesso Spirito che ci ha lasciato il nostro santo fondatore.



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