Ravenna: ''la Cina d’Italia'', Veglia missionaria...
di: Studenti Saveriani.
La chiesa di Ravenna si è riunita con il suo vescovo mons. Giuseppe Verucchi per pregare, con lo sguardo e il cuore rivolti alla missione.
La veglia missionaria di venerdì 14 ottobre è stata centrata su mons. Guido Conforti, arcivescovo di Ravenna e fondatore dei saveriani, proclamato "santo" il 23 ottobre scorso. Le parole dei canti, intonati dal coro degli studenti saveriani di Parma, sono state accolte nei cuori dei partecipanti con particolare intensità, scandite dai ritmi di chitarre e tamburi.
La missione dovunque
In tutta l'assemblea è sorto il desiderio di conformare la propria vita all'ideale di mons. Conforti, secondo le sue parole: "fare del mondo una sola famiglia; vedere, cercare e amare Dio in tutto e in tutti". In questo modo, non ha più importanza dove siamo - in Cina o Giappone, in Brasile o Congo, a Ravenna o a Palermo... Dovunque siamo, lì noi amiamo e viviamo la missione.
Era presente il mondo missionario rappresentato da voci, suoni, ritmi di terre lontane, da persone che hanno scelto di seguire l'esempio e il carisma di Conforti, testimoniando lo spirito universale della chiesa. A san Guido si è ispirata anche la testimonianza di p. Guglielmo Camera, che ha messo l'accento sulla santità nella vita quotidiana di Conforti: "fare cose ordinarie con dedizione e accuratezza", avendo nel cuore l'amore per l'annuncio del vangelo ai non cristiani, e allo stesso tempo prendendosi cura del gregge di Ravenna e Parma.
Un bel clima di fraternità
Anche il vescovo, nella sua riflessione, ha richiamato la figura del suo santo predecessore e l'amore che aveva per il popolo, raccontandoci l'ingresso di Conforti nella diocesi Ravennate. Tale evento fu infatti caratterizzato da un modesto benvenuto di un piccolo gruppo di giovani, mentre un altro gruppo aveva organizzato una protesta in stazione. Conforti, avvisato del pericolo, scese alla stazione prima e raggiunse il vescovado in carrozza, quasi di nascosto... Erano anni difficili, tali da chiamare Ravenna "la Cina d'Italia"!
Constatando la partecipazione attiva dei ravennati alla veglia, si può affermare che "Conforti ha tirato fuori casa molte persone; ha radunato nuovamente il suo gregge": così ha detto il vescovo. Nella cattedrale di Ravenna abbiamo percepito un calore particolare per Guido Conforti e i suoi missionari; una comunione che ha raggiunto i popoli per i quali abbiamo pregato.
Gli studenti saveriani di Parma, che hanno animato la celebrazione, sono tornati a casa contenti di aver respirato un clima di fraternità e di grande attenzione alla missione e al mondo.








