Ricordo di fratel Gemo, Missionario in portineria e in autostop
Marcello Gemo era nato a Colzé di Montegalda (VI ) il 3 dicembre 1921, in una famiglia numerosa e pia, che ha dato alla chiesa anche un sacerdote, don Ettore. È morto la sera dell'8 marzo 2011 all'ospedale di Parma, dove era stato ricoverato nel primo pomeriggio per problemi ai polmoni. Aveva vissuto l'infanzia e la giovinezza in famiglia, aiutando il padre nel lavoro dei campi e correndo in bicicletta.
Soldato e prigioniero in Africa
A 19 anni era stato chiamato militare a Cremona con il nono reggimento Bersaglieri e inviato, a novembre 1941, a Tobruk in Cirenaica. Dopo un'aspra lotta, il reggimento si arrese agli inglesi e cominciò la dura prigionia. Molti si ammalavano e anche Marcello fu ricoverato in ospedale e poi trasferito ad Alessandria d'Egitto.
Fedele alla sua fede e agli insegnamenti dell'Azione cattolica, Marcello organizzava la recita del rosario tra i prigionieri. Molti si uniscono alla preghiera, altri si mostrano ostili, lanciando anche insulti e minacce. Intanto, in Italia il bersagliere Gemo era stato dichiarato morto. I genitori lo piansero; in parrocchia fu celebrato il funerale e una lapide fu posta al cimitero. Il rimpatrio avvenne solo il 17 agosto 1946. Possiamo immaginare la gioia dei genitori e dei famigliari!
In Italia, la chiamata di Dio
Tornato a casa, Marcello si mette subito al lavoro con il padre e i fratelli nel terreno di famiglia. Ma vuole diventare missionario. Ne parla al papà ed è quasi una tempesta: "Come puoi lasciarci, dopo che abbiamo penato tanto per te?". La mamma piange di nascosto, ma non lo ostacola, sostenuta da una grande fede.
Dopo fervorose preghiere e sogni premonitori, a 27 anni, Marcello entra nell'istituto saveriano a Cremona, come vocazione adulta. Dopo il noviziato, il 12 settembre 1949 fa la professione religiosa. Da quel giorno "fratel Gemo" rimane a Parma, come addetto alla vendita di libri missionari (dal 1950 al 1956) e come portinaio ufficiale in casa madre dal mattino alla sera (dal 1956 al 1976). La gentilezza con cui accoglie gli ospiti lo rende simpatico a tutti.
L'apostolo della montagna
Provvedendo alla portineria con personale esterno, l'apostolato di fratel Gemo prende l'avvio per nuove mete: si svolse prevalentemente sulle montagne del Cornigliese, ma arrivava anche a Langhirano, a Palanzano e oltre.
La diocesi di Parma si trovava in difficoltà: circa novanta parrocchie su trecento erano prive di sacerdoti. È così che Marcello comincia ad assistere la popolazione dei paesi isolati dell'alta montagna. Il compito non è facile. Scrive: "Tra i giovani si scopre qua e là un modo di vita appena tollerabile. Le deboli basi religiose li rendono facili prede dell'indifferenza religiosa e dell'ateismo...".
Diacono tra i bisognosi
Il 5 novembre 1999, a 78 anni, fr. Marcello è ordinato diacono dal mons. Bonicelli. La Gazzetta di Parma commenta: "Fratel Gemo riceve così un grazie ufficiale da quella chiesa che ha umilmente servito in questi anni". Molte soo le testimonianze sulla sua opera: "Da mezzo secolo il padre Gemo è noto come il missionario dell'autostop, visto che questo è il mezzo con cui raggiunge le più svariate località. Ammalati, anziani e carcerati se lo vedono comparire puntuale, anche nel più sperduto casolare tra i monti.
Negli ultimi anni, per motivi di salute, deve rinunciare alle attività esterne. Ma non manca mai di tenersi unito con la gente che ha conosciuto. Molte delle attività benefiche di fratel Gemo ci sfuggono, perché egli non parlava mai del suo apostolato.
Possiamo ben pensare che Gesù gli sia venuto incontro e l'abbia accolto nel regno dei cieli.








