Amore dall’aereo, La prima lettera dall’Africa
All’inizio della sua avventura in Camerun, Alessandro aveva scritto la prima lettera. Portava la data di “dicembre 2000”.
Carissimi, spero che stiate bene. Non ho scritto tutti i vostri nomi, uno ad uno, per non riempire una pagina intera. Ma vi ricordo tutti e vi penso con affetto.
La paura se ne va
Sono ormai in Africa da tre mesi. L’Africa è bella! Ho iniziato ad amarla dall’aereo, da dove ho potuto ammirare prima il rosso delle dune e poi il verde delle foreste. I sentimenti che mi hanno accompagnato prima e durante il viaggio per l’Africa erano due: gioia e paura.
Dopo tre mesi, posso dire di sentirmi contento e di aver perso qualche paura. Piano piano sto scoprendo i grandi valori di questa cultura, le abitudini, le miserie e le ricchezze della gente che incontro nella parrocchia, nella comunità, nel quartiere e alla scuola di teologia.
I consigli dell’esperto
Ho molte cose da imparare, e spero di poter dare qualcosa di mio agli altri. Fortunatamente, in comunità ci sono molti fratelli maggiori, saveriani e missionari di altre congregazioni, che sono sempre disponibili a trasmettermi la loro esperienza. I superiori mi hanno subito consigliato di cercare una persona di fiducia, con più esperienza di me, che mi aiuti a crescere come uomo, cristiano e missionario.
Mi sto rendendo sempre più conto che, senza questo aiuto, è più facile sbagliare ed è più difficile capire le cose giuste. Ho già detto una volta il mio “sì” a Dio e ai saveriani, ma è importante rinnovarlo sempre. Una persona esperta può aiutarmi.
Guardando i giovani
La comunità nella quale abito, si trova vicino alla parrocchia, che è stata fondata dai saveriani e che è ancora sotto la nostra responsabilità. I cristiani sono tanti; ma sono pochi rispetto agli abitanti del quartiere dove abitiamo. Ci sono tanti gruppi di giovani. Sto cercando di vedere come i giovani lavorano. In generale, hanno voglia di fare e di impegnarsi; ma spesso non possono realizzare certi progetti perché mancano i fondi e gli strumenti adatti. I giovani che hanno la fortuna di avere un po’ di soldi, li utilizzano per studiare. Gli altri che non hanno niente - e sono la maggioranza - cercano di andare avanti con qualche lavoretto rimediato qua e là.
Cari amici, scrivetemi quando volete; aspetto vostre notizie.
Il Signore vi aiuti a realizzare il grande e unico progetto che ha pensato per voi. Buon cammino!








