Ricordando p. Bruno Boschetti
Padre Bruno Boschetti, saveriano romagnolo, è morto per infarto nella missione del Mozambico il 24 ottobre 2011. Lo ricordano alcuni suoi amici.
Quando ho letto il messaggio che annunciava la morte di p. Bruno, ho stentato a crederci. Ci siamo trovati insieme nel nostro cammino di formazione saveriana ed eravamo rimasti sempre uniti. Ero arrivato dalla Spagna con il mio piccolo bagaglio di italiano. Mi trovavo spaesato, in un luogo sconosciuto e in un mondo per me da scoprire. Bruno mi era subito apparso come un amico, e quante risate si faceva quando sbagliavo le parole!
Allegro e impegnato
La sua capacità di fare comunità e di tenerla allegra, mi aiutò a "lasciare il mio paese" per entrare nel nuovo mondo. Dopo il liceo a Tavernerio, ci trovammo ancora a Parma per gli studi teologici: era il solito fratello allegro. Ho scoperto la sua grande caratteristica missionaria: l'amore per la catechesi. Si preparava bene, la voleva seria e partecipata.
Ebbe l'idea di preparare i sussidi per i ragazzi delle scuole e di creare una grande mostra di disegni sulla Pasqua; vennero a vederla tutti i genitori e anche il vescovo mons. Pasini. Bruno mi fa pensare al nostro san Guido, con la preoccupazione per la scuola di catechesi, le aule pulite e in ordine, i sussidi e una pedagogia adatta.
Se n'è andato lavorando
Questa sua vocazione profonda faceva sì che tutto il resto apparisse ai suoi occhi come non importante, quasi un disturbo. Forse per questo tentò sempre di schivare le cariche, di non accettare posti di responsabilità.
Non ha perso tempo nemmeno quando il Signore lo ha chiamato a sé. Non ha voluto fronzoli, non ha voluto essere disturbato né disturbare: se n'è andato lavorando. Durante il capitolo generale, quando si votava il documento sulla spiritualità saveriana, mi disse: "Se non viviamo tutto questo, facciamo solo agitazione, non animazione!". Così, con le sue battute, ci faceva capire i valori nei quali egli credeva e per i quali viveva.
Caro Bruno, dal cielo accompagnaci, e preparaci un posto, possibilmente vicino a te.
p. Romano Vidal, sx.
Le sue inseparabili infradito
"Padre Bruno aveva come caratteristica i sandali (infradito), a cui non rinunciava per nessuna cosa al mondo. Con quelli addosso faceva le visite alle comunità cristiane in Mozambico, e lo faceva con molto amore, dedizione e fede. Lascia molto rimpianto nel popolo che tanto lo amava; ma lascia anche un grande messaggio di dedizione al lavoro di evangelizzazione. Padre Bruno sarà sempre fonte di ispirazione per coloro che credono nel vangelo come potente mezzo di trasformazione, specialmente per i più bisognosi".
Francisco Batista, laico saveriano brasiliano.
Infaticabile servitore del vangelo
Ho conosciuto p. Bruno da quando eravamo studenti di teologia: lui frequentava l'ultimo anno, io il primo. Ci siamo poi rivisti di sfuggita in Indonesia e nel 1998 siamo partiti insieme per il Mozambico. Subito ci siamo cimentati nello studio della lingua sena. Mi disse: "Imparerò il sena, ma sarà anche l'ultima lingua che studierò". Poi, ci siamo lanciati nella parrocchia più lontana della diocesi di Beira, a Chemba, un'antica missione devastata dalla guerra. Dopo tre anni di duro lavoro nella missione funzionava già la scuola superiore e le comunità cristiane crescevano a un ritmo... indiavolato.
A Charre, nella nuova parrocchia dov'è stato, p. Bruno aveva cominciato con lo stesso entusiasmo. Si è dato da fare seguendo lo stesso stile: annuncio del vangelo; visita alle comunità cristiane; la scuola e la formazione.
Il Signore lo ha chiamato a sé, e noi lo ringraziamo per avercelo donato.
p. Cesare Reghellin, sx.








