Relazione, impegno e paesaggio
Il 24 agosto, festa di san Bartolomeo, ho lasciato Tavernerio per far parte della Teologia internazionale di Parma. La proposta è giunta inaspettata, ma l’ho accolta con gioia. Mi ha spinto ad accettare il desiderio di conoscere ancor più la famiglia saveriana e di vivere con i giovani che si preparano a servire la missione.
Sono stato un po’ un diesel
Avrei voluto salutare le tante persone conosciute in questi anni a Tavernerio e Como, ma purtroppo non mi è stato possibile farlo con tutti. A Tavernerio ho trascorso quasi sei anni. Per la salute precaria, inizialmente mi limitavo a qualche piccolo servizio pastorale e a mantenere la corrispondenza con i nostri benefattori e amici.
Poi, piano piano, ho iniziato la mia collaborazione con la Commissione missionaria della diocesi di Como. Abbiamo iniziato a partecipare a “Oltre lo sguardo”, cineforum dedicato ai temi della mondialità. Nello stesso periodo ha avuto inizio il ministero domenicale nelle comunità dell’incantevole Valle di Muggio nel Canton Ticino.
Relazioni “nuove”…
Su ispirazione di alcune famiglie, ha avuto inizio il cammino di “Missione in Famiglia”. Molte hanno trovato nella nostra casa un aiuto prezioso per la crescita della loro fede in spirito missionario. Con i più piccoli, abbiamo raccontato Gesù, parlando dei santi e di molti testimoni della fede. Ma sono tante le esperienze significative vissute e che sarebbero da raccontare.
Le attività pastorali, se pur belle e importanti, hanno valore per le relazioni “nuove” che si creano tra le persone. Intorno alla casa c’era già, e si è ulteriormente consolidato, un gruppo di persone che in mille modi, partecipano alla nostra stessa vocazione missionaria, a seconda delle loro inclinazioni e disponibilità.
Tre parole chiave
Vorrei ora sintetizzare in tre parole chiave il mio periodo a Tavernerio. Il primo termine è relazione. Riassume la mia gratitudine nei confronti di chi ho avuto la gioia di conoscere.
La seconda parola è impegno. A Como, forse anche per le “misure familiari” della diocesi, ho potuto gustare e ammirare l’impegno serio di tante persone. Mi ha colpito vedere la grande fede di tante comunità, dove sono sempre stato accolto con semplicità e stima.
Da ultimo, sceglierei il termine paesaggio. Ho contemplato e gustato la bellezza della natura comasca e non nego di aver avuto un debole per la zona del Lario.
Termino con un grazie speciale a voi lettori e amici della casa di Tavernerio. Ho constatato molte volte la vostra stima per la famiglia saveriana e sono stato testimone del vostro sacrificio generoso e gioioso per il bene dei poveri. A tutti voi mi affido nella preghiera.








