Raffaele e il motorino sgangherato
Terminata l’Eucarestia, mentre guadagnavo l’uscita, ho intravisto, seduto per terra, una persona tutta infreddolita che mendicava. Era nuova, e non l’avevo mai vista. L’ho guardata per cercare di capire la sua età, ma più mi interessavo a questa cosa e più abbassava la testa sotto il cappello. “Come ti chiami?”, gli ho chiesto sottovoce. “Non lo sappiamo, non lo dice a nessuno!”, ha replicato con aria scocciata un suo “rivale”. Allora mi sono piegato cercando di scorgere meglio la sua fisionomia, ma lui si chiudeva sempre di più con la testa tra le spalle smagrite per non essere riconosciuto.
In un bar decido di prendergli qualcosa di caldo. Lui accetta la piccola colazione. Dice che si chiama Raffele e arriva da Torre del Greco. Mi offro per portalo a casa in macchina. Lui rifiuta, giustificandosi che si trova a Salerno con il suo sgangherato motorino e che non ha ancora guadagnato a sufficienza per poter fare la spesa e portarla a casa, dove lo aspettano tre figli piccoli. A casa cerco di contattare il parroco della chiesa di cui fa parte. Mi conferma di conoscerlo e mi dice: “Aiutatelo se potete!”. Torno dove l’avevo lasciato, ma Raffaele non c’è... Cerco in mille modi di rintracciarlo, non ci riesco. Dopo una mattinata, qualcuno mi informa di averlo visto su un ciclomotore tutto sgangherato andare verso il lungomare. Organizzo una rapida e piccola raccolta di fondi con qualche amico generoso che, fortunatamente, non sono pochi! Carico in macchina un po’ di buste del supermercato, colme di viveri. Arrivati a Torre del Greco, con mia moglie Emilia, mi reco al comando dei Carabinieri per cercare di rintracciarlo.
Il maresciallo mette a disposizione tutte le sue capacità di aiuto. Troviamo l’indirizzo di Raffaele. Ci inoltriamo in un vicolo, di uno dei bassi degradati del quartiere e, dopo qualche informazione, arriviamo a un piano terra in una casa composta di un solo vano. Non c’è campanello. Bussiamo picchiando sul vetro della porta, ci apre una bambina sui sette-otto anni in compagnia del fratellino di circa undici anni. Il terzo bambino lo tiene una signora dello stesso stabile perché ha solo due anni. La loro mamma si trova a due isolati più avanti, è andata a lavare le scale! La moglie di Raffaele torna tutta ansiosa e incuriosita dalla nostra inaspettata visita. Ci fa accomodare e mentre lei racconta come vivono, quello che ci colpisce di più è la semplicità con cui accolgono gli imprevisti della loro stentata vita.
"Raffaele - confessa la signora - avrebbe bisogno di un piccolo capitale per acquistare all’ingrosso un po’ di mercerie da vendere al mercato. Non riesce a guadagnare sufficientemente elemosinando davanti alle chiese… C'è troppa concorrenza e anche persone che ne approfittano!”. A questa sua dichiarazione, mia moglie ed io restiamo sconvolti e allo stesso tempo edificati. Lasciamo la spesa e la piccola somma che abbiamo raccolto grazie ad amici e conoscenti. Rientriamo a Salerno ripromettendoci, di tornare da Raffaele per potergli dare la possibilità di acquistare la mercanzia da rivendere al mercato. C'è poco da dire... è stata una giornata speciale!







