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Raddoppiamo i nostri sforzi, Per un mondo con meno affamati

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La comunità dei missionari saveriani di Cremona rilancia nel periodo della quaresima e del tempo pasquale l'iniziativa contro la terribile ingiustizia della fame che minaccia quasi 860 milioni di persone. Eppure, il mondo occidentale ha raggiunto una ricchezza mai vista prima e un benessere crescente, grazie al progresso scientifico, tecnico e industriale.

Condivisione ed equità

Domenica 23 settembre, papa Benedetto XVI da Castel Gandolfo ha invitato i cristiani a "riflettere sul giusto uso dei beni terreni e sul modo migliore di utilizzare il denaro e le ricchezze materiali, ovvero quello di condividerli con i poveri. Il denaro non è disonesto in sé, ma più di ogni altra cosa può chiudere l'uomo in un cieco egoismo".

Si tratta dunque di fare una sorta di "conversione" dei beni economici. Invece di usarli solo per interesse proprio, occorre pensare anche alle necessità dei poveri, imitando Cristo che "da ricco che era si fece povero per arricchire noi con la sua povertà", come afferma l'apostolo Paolo (2 Cor 8,9).

Il Papa ha invitato a riflettere sul tema della ricchezza e della povertà, anche su scala mondiale, in cui si confrontano due logiche economiche: quella del profitto e quella di un'equa distribuzione dei beni. Queste due logiche non sono in contraddizione l'una con l'altra, purché il loro rapporto sia bene ordinato.

La via maestra della carità

"L'emergenza della fame e l'emergenza ecologica denunciano con crescente evidenza che la logica del profitto, se prevalente, incrementa la sproporzione tra i ricchi e i poveri e provoca un rovinoso sfruttamento del pianeta. Quando, invece, prevale la logica della condivisione e della solidarietà, è possibile correggere la rotta e orientarla verso uno sviluppo equo e sostenibile".

Il Papa ha anche ricordato Maria che nel Magnificat proclama: "Il Signore ha ricolmato di beni gli affamati e ha rimandato i ricchi a mani vuote" (Lc 1,53). La Madonna ci aiuti a usare con saggezza evangelica, cioè con generosa solidarietà, i beni terreni e ispiri ai governanti e agli economisti strategie lungimiranti che favoriscano l'autentico progresso di tutti i popoli.

L'iniziativa dei missionari saveriani di Cremona vuole essere una modesta, ma entusiastica risposta alle parole del Santo Padre e al suo magistero così luminoso e semplice, che vuole aiutare il mondo a trovare la via maestra della carità.

"Aiutiamo chi si aiuta"

Padre Vittorio Bongiovanni, saveriano di Bozzolo e da tanti anni in Sierra Leone, ci racconta cosa fanno i missionari per aiutare le popolazioni povere. Lo ringraziamo per la sua testimonianza.

"Grazie a Dio, la pioggia è arrivata come una manna dal cielo. Quest'anno la secca si è fatta sentire di brutto. In 27 anni d'Africa non avevo mai assistito a una stagione così secca. Quasi tutti i pozzi erano asciutti, anche quello della missione. Per fortuna noi avevamo i contenitori di plastica, donati dalla famiglia Pagliari di Romprezzagno. Erano i nostri serbatoi.

Invece la gente, soprattutto le bambine, andavano in cerca d'acqua, camminando per chilometri. E l'acqua che trovavano non era sempre pura. Così parecchi si sono presi la febbre tifoidale. Quanto è prezioso il dono dell'acqua!

Un altro grosso problema sono i tanti giovani disoccupati. Cercano lavoro ma non c'è. Padre Antonio ha organizzato un progetto agricolo proprio per dare lavoro a chi lo cerca. Nella missione c'è un pezzo di terra non coltivato, vasto come 40 campi da pallone; 120 uomini hanno accettato di lavorarlo. Hanno noleggiato due trattori, hanno arato e hanno seminato 40 sacchi di riso. Se il raccolto sarà buono ci daranno 140 sacchi di riso, che conserveremo per la prossima semina.

Tutto il resto sarà loro. Li aiutiamo, a condizione che loro aiutino se stessi".



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