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Qui c’è tanto da fare, Il mio migliore amico è...

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Oggi è il 15 agosto. Se dicessi che non sento una profonda nostalgia per la bella festa dell'Assunta a Guasila, sarei un bugiardo. Fuori piove. È la stagione delle piogge e tutto il lavoro è un po’ rallentato. Voi, invece, vi immagino sotto il sole, passeggiando per le vie della città.

La gioia di battezzare

L’anno scolastico è finito. Gli alunni delle nostre scuole sono tornati ai loro villaggi. I catecumeni, invece, sono rimasti per concludere la preparazione ed essere battezzati. La domenica successiva ho portato i nuovi battezzati al battesimo dei loro amici. Prima, però, abbiamo vissuto tutti insieme una settimana d’intenso lavoro. È stato un periodo duro, ma dopo i battesimi avrei sfidato chiunque a trovare una persona più felice di me.

La sapienza spesso viene dalla bocca degli innocenti. Qualche tempo fa stavo insegnando ai catecumeni e dicevo loro che tutti abbiamo degli amici. Volevo far capire loro che Gesù è il nostro amico numero uno. Ho chiesto a ciascuno il nome del loro amico. Tra i catecumeni, con sua sorella, c’era anche la piccola Teresa di appena sette anni. Ho rivolto la domanda anche a lei. Mi ha risposto: “Il mio amico è padre Caria”. “E perché?”, le ho chiesto. “Perché mi ha battezzato”.

Un caso di malasanità

A fine aprile, e per tutto maggio, a Kambia c’è stata un’epidemia di colera che per fortuna non ha provocato molti morti. Il nuovo ospedale non aveva nemmeno una flebo, così necessaria in questi casi. Il primario ha lanciato un appello e noi missionari ci siamo mossi in fretta. Abbiamo telefonato ai saveriani che vivono nella capitale. Dopo poche ore, padre Montesi aveva trovato le flebo, gratis. Nel pomeriggio abbiamo detto al personale dell’ospedale di andare a prenderle. Ma dopo 24 ore padre Montesi ci dice che nessuno si era presentato. C’è voluta un’altra giornata. E intanto in ospedale i parenti delle vittime accusavano i medici di... malasanità!

A Kambia sono venuti in visita alcuni ministri e il vice presidente. Si stanno preparando le elezioni presidenziali che si terranno nel 2007. Speriamo che tutto si svolga in pace. Il passato insegni a non ripetere tanti dolorosi errori.

La mia vecchia Olivetti

Ho da poco finito la visita a ciascuna famiglia, con la benedizione pasquale. Ci tengo molto a queste visite e cerco di farle con calma. Qualcuno mi dice che andando avanti con questo sistema, da Pasqua si va a finire a Natale! Io sono convinto, però, che è meglio non fare le cose di corsa. Del resto, per il cristiano è sempre Pasqua!

Perdonate gli errori. Non possiedo un computer. Mi servo di una Olivetti 22, che comprai a Cagliari nel 1967. Poverina, fa anche troppo! I miei più cari saluti e auguri a tutti.



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