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“Voi siete il sale della terra”

Osservando queste fotografie, mi ritrovo a fare la cronaca dei gruppi che si sono susseguiti nella casa saveriana di S. Pietro in Vincoli, a cavallo tra l’estate e l’autunno. Il ritmo non ha lasciato “vuoti” nell’agenda. Non so perché, mi è venuto in mente quello che ha detto Gesù quando, per descrivere i suoi discepoli, pensò alla luce, al lievito e al sale.

Tanti scrittori di chiesa, antichi e moderni, hanno commentato questi tre elementi. Sulla luce ci fanno notare che Gesù è luce vera e diretta, mentre noi siamo luce riflessa. Del lievito, san Paolo aggiunge alle parole di Gesù l’invito a liberarci da un certo lievito vecchio e di procurarcene di nuovo.

Condimento necessario

I tre evangelisti sinottici - Matteo, Marco e Luca - parlano del sale, anche se in contesto diverso. Ci trasmettono il doppio significato dato da Gesù: “essere sale” e “avere sale”. Ne sottolineano l’importanza e la genuinità: “se il sale perde il sapore, con che cosa sarà salato? Sarebbe condannato a essere gettato fuori e calpestato dai passanti”.

L’argomento deve aver colpito tanto san Matteo, che lo ha messo nella pagina delle beatitudini, con le parole stesse di Gesù, “voi siete il sale”, come aveva detto, “beati siete voi”. Nell’elencare i vari tipi di beati, Gesù si rivolge alle folle, accorse sulla montagna per ascoltarlo. Ma alla fine, quando dice “beati voi”, egli si rivolge direttamente ai 12 apostoli e ai 72 discepoli, quelli che gli stavano vicino e, nella circostanza, gli facevano da passa-parola, amplificando la sua voce. I loro successori sono coloro che oggi nella chiesa sono chiamati “consacrati”.

“Abbiate sale in voi”

Mi sembra di capire che, quando Gesù parlava di sale, aveva in mente la prescrizione liturgica di cui parla il Levitico: “Nella tua oblazione non lasciar mancare il sale dell’Alleanza...; sopra ogni offerta metterai un po’ di sale” (2,13). I consacrati sono, per natura, quel sale dell’Alleanza, del patto tra Dio e l’uomo; sono il “buon sapore” che rende saporite anche le altre offerte.

I gruppi che in questo periodo si sono avvicendati da noi, avevano tutti il carisma di essere il sale. Hanno sospeso la loro attività apostolica e si sono fermati, per un periodo più o meno lungo, per rifornirsene e per rispondere all’invito di Gesù: “abbiate sale in voi”. Dalla gioia che traspariva dal volto di tutti e dalla riconoscenza espressa, abbiamo avuto una piacevole sensazione: la nostra “casa di spiritualità” è una buona... “salina”, che non ha niente da invidiare a quelle famose di Cervia.



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