Quei segni di speranza
Frédéric ha trascorso con noi l’estate… Non c’è stato modo di presentarlo in quei mesi; lo facciamo ora ringraziandolo per la sua presenza.
Sono nato in Burundi e ho conosciuto i Saveriani per la prima volta nel 2010, quando ero studente al liceo di Rutana. È stato grazie a un piccolo libretto missionario, su cui era scritta la frase “fare del mondo una sola famiglia in Cristo”, che ho scoperto la missione dei Saveriani.
Questo motto mi ha sedotto e colpito, suscitando in me domande profonde. Mi chiedevo come fosse possibile fare del mondo una sola famiglia, mi sembrava un’utopia. Eppure, ero molto curioso di saperne di più. Fortunatamente, sul libretto c’era il numero di cellulare di p. Ruben, responsabile dell’animazione missionaria e vocazionale, con il quale sono entrato in contatto. E un mese dopo, è venuto a trovarci al liceo di Rutana. Così, ha avuto inizio il mio cammino di accompagnamento vocazionale durante il quale ho scoperto la ricchezza della spiritualità saveriana.
Nel 2014, sono stato ammesso alla propedeutica saveriana. Arrivato nella casa di formazione, con l’aiuto dei miei formatori, ho scoperto la bellezza del sogno di San Guido Conforti di fare del mondo una sola famiglia in Cristo. Mi piaceva molto la vita fraterna in comunità, l’unità nella diversità, l’interculturalità, l’intergenerazionalità e la testimonianza di vita missionaria dei confratelli. Non smetto mai di scoprire la realizzazione concreta del sogno di Conforti, soprattutto con il campo estivo intitolato “Segni di speranza”vissuto con i giovani proveniente da 19 diversi paesi. È stata davvero una vera esperienza del far del mondo una sola famiglia in Cristo, di vivere in comunione e di camminare insieme come figli e figlie dello stesso Padre Celeste.







