A passeggio nei mesi dei ricordi
Pagine di diario
Novembre è il classico mese dei ricordi e non ce ne vergogniamo: i cimiteri di solito appartati e guardati con sospetto, improvvisamente si animano e quasi si vestono a festa con miriadi di fiori; parenti, amici e conoscenti sostano silenziosi presso le tombe dei propri cari. Per tutti alcuni minuti, quasi un rito, in silenzio a ricordare; quasi istintivamente tutti corrono al passato più o meno lontano quasi a far il punto della situazione: è un'immersione che fa bene; un lampo che illumina tante situazioni.
Novembre
Moriva a Vicenza, nella nostra Casa (1954), p. Pietro Uccelli di cui è introdotta la causa di beatificazione. Ricordo di quei giorni la processione interminabile di gente che passò davanti alla bara nei tre o quattro giorni prima del funerale; il Comune aveva dovuto mandare i suoi vigili perché tutto procedesse con ordine. Il funerale fu un vero trionfo con una marea di gente. È stato anche in terra il riconoscimento di un vero prete missionario che per la gente aveva donato tutta la sua vita.
5 novembre 2000
Ricorre l'anniversario della morte del Beato Fondatore del Saveriani (1931); è giorno di festa: la Chiesa ha riconosciuto le sue straordinarie virtù e l'ha proclamato "beato" proponendolo alla venerazione e imitazione di tutti i cristiani. Noi Saveriani, in questo giorno, cerchiamo di trovarci insieme in gruppi consistenti. Andiamo tutti quasi come ad un rapporto con il Padre. Egli ha tante cose da dirci e insegnarci: quand'era vivo presiedeva alla funzione di ogni partenza; voleva conoscere personalmente ogni membro dell'Istituto da lui fondato; è andato, nonostante la malferma salute, a visitarli nella lontana Cina sobbarcandosi in un viaggio pesantissimo.
Il nostro stare insieme in questa ricorrenza è quasi un "fare il punto della situazione". Dal momento della sua morte la nostra Congregazione è molto cresciuta, è diventata adulta. Cacciati dalla Cina, i Saveriani si sono sparsi in tante nazioni. La nostra storia è ricca di periodi entusiasmanti di lavoro apostolico, costellati di tante difficoltà, croci e violenza.
Ora stiamo attraversando un periodo caotico: la guerra civile infuria in più parti; qualche volta il missionario è visto come un intruso; la sua opera è distrutta, lui stesso limitato nella libertà; la stessa vocazione è messa in discussione. Abbiamo bisogno di capire, di approfondire la fede, perché la speranza ci sostenga nella lotta per un mondo diverso. Il restare per alcuni attimi col Fondatore, nostro Padre, renderà tutto ciò possibile.








