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Quattro giorni di fraternità ...al sud

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In Italia le case di formazione per i giovani che desiderano diventare saveriani sono due: a Desio per il discernimento vocazionale e ad Ancona per il noviziato.

Attualmente siamo cinque giovani: Alessio di Lissone (MI) e Gino di San Bonifacio (VR) sono a Desio, con la guida di p. Virginio Simoncelli; Simone di Parma, Andrea di Viadana (MN) e Javier di Soria (Spagna) sono ad Ancona, con la guida di p. Giovanni Matteazzi.

È tradizione che due volte l'anno, in novembre e aprile, ci incontriamo per stare fraternamente insieme e per comunicarci le nostre esperienze formative.

Quest'anno, siccome non avevamo mai visitato l'Italia "sotto Roma", abbiamo organizzato una gita culturale nel sud Italia. Partiti da Ancona il 25 aprile all'alba, siamo tornati il 28 aprile al tramonto. Sono venuti con noi anche due saveriani partenti per il Giappone, che attualmente sono ad Ancona per apprendere la lingua italiana: padre Denny dell'Indonesia e padre Felipe del Messico. Con loro, i nove posti del pulmino erano esauriti.

Abbiamo visitato le comunità saveriane di Taranto e di Gallico (Reggio Calabria). Siamo riconoscenti per l'ottima accoglienza fraterna che ci hanno offerto. A Taranto è stata una toccata e fuga; appena una sosta per la Messa e il pranzo.

A Reggio Calabria ci siamo dati anche alla cultura, visitando la città e i bronzi di Riace, databili al V secolo a.C., in ottimo stato di conservazione. Le due statue - rinvenute nel 1972 nei pressi di Riace, in provincia di Reggio Calabria - sono considerate tra i capolavori scultorei più significativi del periodo ellenico classico.

Dopo i bronzi, abbiamo percorso il lungo mare di Reggio Calabria, quello che il D'Annunzio chiamava "il chilometro più bello d'Italia", con il famoso "gelato di Cesare", tappa obbligatoria per i turisti, fino alla bella cittadina di Scilla con la sua spiaggia. Ma un forte acquazzone ci ha ricordato che... l'estate era ancora lontana.

Abbiamo fatto anche un'incursione in Sicilia, con la bella attraversata in traghetto sullo Stretto, la visita al duomo di Messina e, percorrendo l'incantevole costa sicula, abbiamo fatto una breve visita a Taormina con il suo teatro greco.

Sono stati quattro giorni di fraternità. I chilometri percorsi in pulmino non sono stati pochi, ma i luoghi visti, la bellezza del creato e soprattutto l'accoglienza dei confratelli e della gente del sud ci hanno confermato ancora una volta la bontà del Signore, che ci ha donato la vocazione missionaria.



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