Quando meno te l’aspetti…
Con la primavera è sempre bello riproporre il programma delle esperienze estive che coinvolgeranno tanti giovani nella prossima estate. È il culmine di un percorso di formazione che li vede impegnati durante l’anno. Un lavoro poco raccontato, ma fondamentale per non farsi trovare impreparati. Ringraziamo i Saveriani che li hanno seguiti e li accompagneranno in Italia e all’estero, ringraziamo le famiglie che hanno accolto la decisione di un impegno non banale. Ancor più bello è leggere e pubblicare le testimonianze al rientro, quando è impossibile non lasciarsi cambiare da ciò che hanno visto e toccato con mano.
Si parla tanto delle nuove generazioni sempre in senso negativo, come se fossero emanazione dei fatti di cronaca che fanno clamore e scalpore. E quando ciò accade, ecco il disappunto, il parere degli esperti, il classico “si stava meglio quando si stava peggio”… Non possiamo nascondere i problemi, non possiamo ignorare i contesti, nemmeno le conseguenze del famigerato Covid-19, che ora sembra relegato a ricordo, a pagina drammatica della storia sanitaria e della vita di tanti di noi, ma i cui esiti probabilmente sono ancora incalcolabili a livello relazionale. Un certo disagio esiste. Ma non è questa la sede per fare analisi. Forse non serve nemmeno demonizzare la tecnologia, i cosiddetti social che pure costituiscono una parte fondamentale della nostra quotidianità. Indietro non si torna. E a tornare a scuola probabilmente dovremmo essere noi adulti, per capire cosa gira attorno… Conoscere per interpretare, per aiutare non per giudicare.
Ho la fortuna di condividere un po’ di tempo con un gruppo di tredicenni che corrono dietro ad un pallone. Ognuno ha una storia che meriterebbe un articolo a sé, ognuno ha il proprio carattere, difficoltà, valori, pregi e difetti, scatti e scarti emotivi. Ma tutti riescono a sorprenderti quando meno te l’aspetti, con una frase, una domanda, una considerazione. Qualche volta è bello farsi sorprendere, non avere tutte le risposte, lasciare che possano essere loro a trovare la soluzione giusta. Vigilare non significa ‘stare addosso’, consigliare e indicare una direzione presuppone anche di non essere seguiti e ascoltati. Ma siamo pronti alla ‘sconfitta’ dell’adulto? Mettiamo in conto di essere fallibili? Perché se non lo proviamo sulla nostra pelle, non potremo nemmeno raccontarlo e spiegarlo.
Quindi, buona missione ragazzi e ragazze e buona Pasqua a voi care lettrici e cari lettori!








