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È già passato oltre un anno dalle dimissioni di papa Benedetto XVI, una decisione davvero storica e del tutto libera, che ci ha fatto ricordare quella di papa Celestino V, avvenuta cinque secoli prima. Ed è già passato oltre un anno dall’elezione del nuovo papa, che ha scelto di chiamarsi con il bel nome di Francesco, il poverello di Assisi, tanto amato dai cristiani del mondo intero. Questa decisione non è stata presa a caso: essa indica il suo “ideale di vita”, il suo programma spirituale, il suo destino.

“Colui che a Cristo più somiglia”

Questo nome sembra derivare dal tedesco, dalla tribù dei franchi, che significa “liberi”. E nessuno amava la libertà come san Francesco! Il suo nome di battesimo era Giovanni, ma poi il padre commerciante, dopo uno dei suoi frequenti viaggi in Francia, gli cambiò il nome in Francesco.

Francesco d’Assisi è ricordato nella liturgia il 4 ottobre e festeggiato come patrono d’Italia. Ma il santo è anche patrono dell’ecologia, dei commercianti e dei mercanti, dei cordai e dei tappezzieri, dei floricoltori… È soprattutto il patrono e il modello di tante migliaia di religiose e di religiosi francescani, che si sono ispirati ai suoi esempi e ai suoi insegnamenti in Italia e nel mondo intero.

Davvero san Francesco d’Assisi è, tra i milioni di santi, “colui che a Cristo più somiglia”, come ha scritto di lui il nostro sommo poeta Dante Alighieri.

Grazie, Signore, che ce l’hai donato

Dobbiamo confessare con gioia che, durante questo primo anno, il papa “venuto da lontano” non cessa di stupirci con le sue parole, le sue azioni, i suoi atteggiamenti, le sue virtù, la sua umiltà e semplicità, la sua vicinanza alla gente, ai giovani e ai piccoli, ai malati e agli anziani, che affollano piazza San Pietro in tutte le stagioni, sia quando il sole brucia sia quando piove e fa freddo.

Tanti vengono da lontano solo per vedere lui più che le bellezze di Roma, solo per ascoltare le sue parole e ricevere la sua benedizione. E molti di loro - circa il 45% - hanno confessato di non avere il dono della fede e di essere attratti dalle sue parole e dai suoi esempi, dal suo sorriso accattivante, dal suo tendere la mano a tutti, dai suoi baci e abbracci ai bambini e ai disabili.

È bastato un anno per conquistare il cuore di tante persone. E non ha ancora finito di stupirci! Rivolgiamo un “grazie sincero” al Signore, che ce lo ha donato!



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