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p.6 2022 Firenze incontro con profughi Bassetti 03Rifugiati e… rifugiati. Il 2022 è l'anno in cui l’Europa ha accolto oltre 4,4 milioni di profughi ucraini con la protezione temporanea. Sono stati 10 milioni gli ingressi di profughi dall’Ucraina nei soli quattro Paesi membri confinanti ma anche 6,3 milioni i rientri più o meno stabili. Il 2022 è però anche l’anno in cui l’Ue “ha fatto di tutto per tenere fuori dai propri confini poche decine di migliaia di persone bisognose di protezione provenienti da altre rotte ed altri Paesi”. Nel report 2022 sul diritto d'asilo, la Fondazione Migrantes denuncia un pericoloso doppio standard: “solidali con gli ucraini e in violazione dei diritti umani e delle convenzioni internazionali con altri”. Nel mondo i rifugiati sono 103 milioni, una cifra record senza precedenti, pari ad 1 abitante su 77, più del doppio di 10 anni fa. In Italia vivono poco meno di 296mila rifugiati (giugno ’22), compresi i 171mila profughi ucraini (settembre ‘22), 5 persone ogni mille abitanti.

Migrazione al femminile. Sempre più donne fanno parte dei flussi migratori provenienti dall’Africa. È quanto emerso dal convegno “Donna, genere e migrazione”, svolto a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. Sempre più la migrazione ha un volto femminile. Sempre più donne migrano indipendentemente dalle loro famiglie, attratte dalla forte domanda di lavoro in settori a predominanza femminile, come il lavoro domestico e l’assistenza sanitaria. La politica migratoria non si è adattata a questa tendenza globale. Non esiste una comprensione sistematica completa di come valutare l'impatto delle politiche migratorie su uomini e donne. Oltre a questo, donne e ragazze rimangono spesso vittime di violenze e soprusi di ogni genere lungo il percorso migratorio e poi nei Paesi di destinazione.
E in America Latina, oltre sette milioni di persone sono costrette a sfollamenti forzati e a richiedere asilo in America Latina e nei Caraibi. Paesi come El Salvador, Guatemala e Venezuela hanno registrato un forte aumento dovuto, tra le cause, all'influenza della criminalità organizzata, ai gruppi fuorilegge e agli effetti economici dei sistemi politici.

p.6 Haiti scontriHaiti: “fate tacere le armi!”. “Nel nome di Gesù Cristo, il Figlio di Dio incarnato, che è venuto a portarci la vera pace, lanciamo un grido dal nostro cuore di Pastori ai nostri fratelli e sorelle haitiani, qui e altrove, e alla comunità internazionale, sull'estrema gravità della situazione”. Questo l’accorato richiamo dei Vescovi di Haiti nel loro messaggio per il Natale. I vescovi chiedono ai gruppi illegittimamente armati e a chi li finanzia, di “fermare la follia omicida dell'odio, del disprezzo della vita… Fate tacere le armi! Dobbiamo investire nella pace e nell'amore, nella riorganizzazione delle nostre infrastrutture, nei sistemi sanitari ed educativi, così come nel cambiamento delle nostre mentalità. È tempo di ricostruire le istituzioni, in particolare la Giustizia, per frenare la cultura dell'impunità che è la logica causa del perpetuarsi della corruzione e della violenza nel Paese, per garantire, ad Haiti, un futuro migliore”. Tante persone sono costrette a emigrare, rifugiandosi in territori dove non sempre sono i benvenuti. Il Paese caraibico è in difficoltà ormai da anni, attraversato da una crisi multiforme che determina il caos istituzionale, economico e sociale. Vittime della violenza delle gang armate che spadroneggiano sicure dell’impunità, sono anche i missionari, sequestrati o uccisi a scopo di rapina. L’ultima, la missionaria italiana suor Luisa Dell’Orto, Piccola sorella del Vangelo di Charles de Foucauld, uccisa il 25 giugno 2022 a Port-au-Prince.

p.6 Myanmar civili in fugaMyanmar: cessare il fuoco. È necessario alleviare le sofferenze di milioni di persone, coinvolte loro malgrado in un conflitto intestino tra l’esercito e le Forze di difesa popolare, nate all'indomani del colpo di stato. Organizzazioni e cittadini di ogni religione chiedono il ‘cessate il fuoco’. Tensione e paura si avvertono soprattutto nelle aree dove gli scontri e i combattimenti sono più violenti, anche negli stati birmani abitati prevalentemente da minoranze etniche cristiane. Il conflitto si inasprisce di giorno in giorno, mentre proseguono le violenze e le rappresaglie dell’esercito birmano.
A dicembre 2022, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato la sua prima risoluzione sul Myanmar in 74 anni. Si chiede la fine della violenza e s’invitano i governanti militari del paese a rilasciare tutti i prigionieri politici, inclusa la leader democraticamente eletta Aung San Suu Kyi.

Le voci della missione

Più difficile salvare vite in mare

p.6 umanitàCon le nuove regole imposte dal governo italiano alle navi delle ONG, saremo costretti a lasciare sguarnite le zone di soccorso nel mar Mediterraneo, con un inevitabile aumento del numero dei morti. In questi anni abbiamo cercato di colmare il vuoto lasciato dall’assenza di un sistema di soccorso statale, ma se ci rendono il compito più difficile, se non impossibile, chi andrà a salvare vite umane?
Si denuncia un’illegalità che non esiste. Noi di Medici senza frontiere da sempre rispettiamo tutte le norme. Se qualcuno è in difetto, sono proprio le autorità, che non coordinano e spesso nemmeno rispondono.
Si concentra l’attenzione sulla strumentalizzazione dei soccorsi, associandoli al contrasto al traffico di esseri umani, ma si distoglie da quello che è il reale problema e la nostra preoccupazione: da gennaio 2022 a oggi, nel Mediterraneo Centrale, sono morte 1.360 persone, in assenza di un sistema centralizzato di soccorsi. Dal 2014 i morti sono 25 mila, questa è la vera emergenza.
È sicuramente importante che venga assegnato subito un porto sicuro per lo sbarco. Dall’altra parte, però, rischia di essere molto lontano. Per arrivare in un porto siciliano bastano spesso 24 ore di navigazione, per raggiungere Ravenna almeno 4 giorni. Poi ci sono i tempi per le operazioni di sbarco e il viaggio di ritorno: in questo modo una nave rischia di restare esclusa dai soccorsi per 10 giorni. Lasciare così sguarnito il Mediterraneo causerà un aumento della mortalità in mare.
I comandanti e gli equipaggi delle navi si troveranno di fronte a un dilemma etico, tra il dovere di prestare soccorso secondo il diritto del mare e quello di rispettare le regole, dirigendosi verso il porto dopo aver effettuato il primo salvataggio. E pensare che, fino al 2017, quando il nostro aiuto era ritenuto prezioso e c’era un meccanismo collaudato di soccorso, spesso era la Guardia Costiera a chiederci di restare in mare un giorno in più per coprire una zona e sopperire alla loro carenza di mezzi… Medici Senza Frontiere

L’iniziativa

Iraq, conferenza di dialogo

p.6 papa a MosulNel marzo 2023, a due anni dalla visita apostolica del Papa in terra irachena, l’Iraq ospiterà una Conferenza di dialogo cristiano-sciita che si svolgerà tra Baghdad e la città santa sciita di Najaf. Sarà occasione di incontro e confronto nel solco dello storico incontro avvenuto il 6 marzo 2021 a Najaf tra papa Francesco e l’Ayatollah al Sistani. Una delegazione di autorevoli studiosi sciiti provenienti da Najaf è stata ricevuta a Baghdad dal cardinale Louis Raphael Sako, Patriarca della Chiesa caldea, per un confronto sui contenuti al centro della Conferenza. Alla vigilia del viaggio di Papa Francesco in Iraq, il Patriarca Sako aveva voluto richiamare l’attenzione su una frase dell’Ayatollah Alì al Sistani: “Voi cristiani siete una parte di noi, e noi siamo una parte di voi”.

Una storia speciale

Fra Biagio Conte, angelo dei poveri

p.6 fra Biagio Conte“Non vi dimenticate dei poveri”. Un monito alle autorità che hanno voluto fargli visita nei suoi ultimi giorni di vita, accolti sempre con quel sorriso che disarmava chiunque, soprattutto se ci si rendeva conto che mascherava una grande sofferenza fisica. Fratel Biagio ha sempre fatto parlare di sé. Nel lontano 1990, rifiutando la comodità di una vita agiata, ispirato da San Francesco, lasciò la casa paterna per recarsi ad Assisi e vivere una vita da eremita. Per chiunque Biagio Conte ha sempre avuto una parola buona, sperando di tirare fuori la parte nobile che secondo lui ogni persona possiede. Cominciò ad occuparsi di tutti gli invisibili che “abitavano” la Stazione centrale di Palermo. È lì che nasce veramente la “Missione di Speranza e Carità”, senza contare le tre realtà agricole create per rendere autonoma dal punto di vista alimentare l’intera macchina. Un “angelo dei poveri” che ha volato alto nel portare la sua parola e la sua enorme capacità di comprendere anche l’ultimo degli ultimi (Gilda Sciortino, Vita, 12/1/2023).



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