La pace fa sempre successo
Carissimi, il numero di gennaio di Missionari Saveriani sulla pace è strepitoso. L'ho ‘divorato’, tanto era bello. E la testimonianza di mons. Giorgio Biguzzi (che io ho conosciuto) è tra le più toccanti (se si dovesse scegliere una graduatoria). Più concreta e viva di così. È un numero che dovrebbero leggere tutti e io lo sto girando a tutti i miei contatti. Speriamo che qualcuno noti la serietà del tema e magari... si abboni! Giuseppe, Parma
A Battipaglia, un signore è venuto all’incontro di presentazione del mio libro con MS di gennaio, entusiasta del paginone e dei vari articoli. È intervenuto per raccomandare a tutti la lettura. Giorgio Beretta, La Spezia
Ringraziamo Giuseppe e Giorgio per le testimonianze sul numero scorso che, abbiamo constatato, è piaciuto a tanti di voi. Il bisogno di pace e di disarmo riescono a scaldare i cuori. La testimonianza vera e vissuta di mons. Biguzzi, i dati precisi, incontrovertibili e difficilmente confutabili di uno studioso attento e preparato come Giorgio Beretta rivelano uno scenario non sempre descritto in altri organi di informazione. E, permettetecelo, andiamo orgogliosi dell’amicizia, della professionalità e del lavoro di un analista come Giorgio che ci tiene… sulla corda sempre. Del resto, l’anno è iniziato malissimo con l’ennesimo femminicidio consumato con un’arma da fuoco, addirittura sul marciapiede, fuori da un ristorante. Riteniamo che l’aspetto più fastidioso di queste vicende sia sempre la mancanza di chiarezza nel comunicare le informazioni reali sugli export di armi, la facilità con cui si possa detenerne legalmente e l’assenza di controlli periodici sullo stato di salute di chi ne possiede. Ma non pare interessi molto se da un’indagine dell’Ispi sulle paure degli italiani risulta che la minaccia più grave sia la crisi economica, seguita dai cambiamenti climatici (un secondo posto inaspettato!), l’immigrazione (un grande classico!) e poi la guerra Russia-Ucraina.
Il Cardinal Zuppi, nell’introduzione al recente consiglio permanente dei vescovi italiani, ha detto. “Sorge la domanda profonda e urgente per tutti, specialmente per i credenti: che significa essere uomini e donne di pace? Cosa significa educare alla pace ed essere artigiani di pace? Il Papa ci offre un esempio con le sue parole e i suoi gesti. I suoi insistenti inviti, le sue riflessioni e appelli, la sua commozione nel giorno dell’Immacolata esprimono l’ansia personale e l’urgenza della pace. Ai membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede (12 gennaio 2023), il Papa ha ricordato che la pace è possibile alla luce di quattro beni fondamentali: la verità, la giustizia, la solidarietà e la libertà. Ma l’interrogativo riguarda la Chiesa e noi tutti. Le nostre comunità, le nostre liturgie domenicali, debbono risuonare insistentemente di preghiera per la pace. Mai dimenticare la forza della preghiera!”.







