Prima esperienza di missione
Gigi Pinna (Assemini, CA) racconta
Eccomi di nuovo con alcune notizie sulla vita in Colombia. Per quanto riguarda me posso dire che mi sono ambientato a questo Paese, forse perché conoscendo un po' meglio la lingua riesco ad accettare molti aspetti che all'inizio non riuscivo a cogliere. Il periodo più intenso che ho vissuto fino ad ora è stato quello della Settimana . Santa. Qui, nella nostra parrocchia, c'è stata un'affluenza in massa di persone alle varie celebrazioni. I nostri padri hanno dovuto fare gli straordinari per le confessioni.
Qui pare che la Settimana Santa sia uno dei pochi momenti in cui la gente riesce a confessarsi. Sembrerà strano, ma a Bogotà trovare un prete disponibile per una confessione è molto difficile. Quelli che abitano vicino alla nostra comunità si considerano fortunati, perché possono suonare alla nostra Casa e sempre c'è un padre disponibile sia per le confessioni che per colloqui.
Il giorno della vigilia di Pasqua, per la prima volta ho potuto partecipare alla Messa fuori dalla chiesa: anche nel cortile c'erano banchi per potersi sedere e seguire la celebrazione. C'è tantissima gente. E stato un bellissimo momento nel quale ho potuto respirare tanta semplicità di sentimenti e soprattutto di fede.
Al di là di tutti i problemi che la gente ogni giorno deve affrontare, la speranza è ancora viva; la speranza per un futuro migliore è qualcosa che la gente esprime molto bene. Per non parlare dell'aiuto di Dio, del quale tutti i giorni fanno esperienza. Credo che questo potrebbe realizzarsi benissimo anche in Italia. Però credo che quello che ci rende meno felici è che stiamo troppo bene, non ci manca nulla; addirittura c'è gente che si è costruita un proprio credo, una propria religione, dove fa quello che il sentimento momentaneo gli dice di fare, quindi non si ha bisogno di Dio.
Qui le cose vanno diversamente: la gente va in chiesa perché crede che Dio tutti i giorni l'aiuta a superare i problemi. Questo l'ho potuto constatare nella Messa che ogni settimana celebriamo qui in Casa: vedi la gioia di persone riunite a pregare Dio come loro Padre che sempre ha cura di loro.
Finalmente ho terminato il corso di spagnolo. Ora per un altro po' mi fermerò qui a Bogotà. Qui, anche se la nostra presenza non è legata direttamente alle attività di parrocchia, c'è sempre l'opportunità di conoscere sempre più a fondo questa gente. Credo che la testimonianza più bella che possiamo dare a questa gente è che insieme si può costruire qualcosa. Io sono convinto che la testimonianza che possiamo dare a livello comunitario di serenità, di fraternità, sia per loro un incoraggiamento ad andare avanti.
Riguardo alla fiducia in un futuro migliore loro possono insegnarci molto. Ancora non so dove dovrò andare per terminare la mia esperienza missionaria. Per me un posto vale l'altro. Ho già avuto l'occasione di conoscere tutti i Saveriani che lavorano qui in Colombia e credo che non avrò problemi per iniziare un'altra esperienza di vita comunitaria. Ora non mi resta che augurare a tutti tante cose belle, ricordiamoci attraverso la preghiera, ciao a presto.








