Preghiera degli ultimi quattro, In attesa che la Cina apra al vangelo
Nella casa madre dei saveriani a Parma, abbiamo gli ultimi quattro missionari, tra quelli che vissero la grande avventura. Sono tutti al di sopra dei novant'anni. Tutti e quattro, con la preghiera, affrettano l'ora in cui la Cina - loro primo amore - accetterà il dolce giogo di Cristo.
Fratel Giacomo Rigoni
Vicentino di Asiago, è il più anziano: ha compiuto 98 anni lo scorso ottobre. Entrato a vent'anni nell'istituto, come missionario coadiutore, partì per la Cina per dedicarsi, come infermiere, al servizio dell'ospedale cattolico di Chengchow. Dopo tre anni fu espulso con gli altri missionari, dopo aver subìto interrogatori e prigione.
Tornato in Italia, si recò in Sierra Leone alla fine del 1955. In seguito, in casa madre, si dedicò all'assistenza dei confratelli malati e quando non fu più in grado di esercitare questo ufficio, si prese un angolo di terra all'estremo confine del parco. Vi coltivava insalate e pomodori per la cucina, e fiori per la chiesa. Continuò il suo lavoro quotidiano finché non fu ridotto in carrozzella.
Padre Gaetano Perlini
È parmense di Noceto, e ha compiuto 98 anni in ottobre. Espulso dalla Cina, nel 1950 si recò in Giappone, dove rimase per 51 anni. Per circa dieci anni, scelse di vivere in un lebbrosario per assistere spiritualmente i cristiani e per istruire coloro che volevano abbracciare la fede cristiana. Nel 2001 fu costretto a lasciare il Giappone per l'età avanzata e relativi acciacchi.
Ora è in casa madre, ma qualcuno dice che "è senza cuore", perché lo ha lasciato in Giappone. Si parla tanto di mal d'Africa, ma si vede che c'è anche un mal del Giappone, un male inguaribile, se ascoltiamo il nostro "veterano".
Padre Aldo Guarniero
Il terzo per età, 94 anni compiuti, è padovano nato a Lusia di Barbona. Cacciato dalla Cina, si recò in Bangladesh nel 1953 ed ebbe subito l'incarico di direttore della scuola superiore nella missione di Khulna, affidata ai saveriani. Con la sua amabilità si conquistò presto il cuore degli alunni e dei professori e con le sue capacità organizzative portò la scuola ad alti livelli, fino a essere una delle più stimate del Paese.
Lasciata la direzione della scuola nelle mani esperte di laici che egli aveva preparato, rimase ancora in Bangladesh, fino a due anni fa, quando tornò definitivamente in Italia. Complessivamente è stato in missione 54 anni.
Padre Lino Pellerzi
Anch'egli parmense di Berceto, è il più giovane: ne compirà 91 il 2 maggio. Da Pechino, nel 1948, fu mandato a Tientsin, dove i missionari saveriani avevano la cura spirituale dell'ospedale italiano. Con l'espulsione dei missionari, venne in Italia e da qui fu mandato negli Stati Uniti a dare manforte ai confratelli che si trovavano là, ricoprendo anche l'incarico di superiore.
Dopo molti anni di apostolato in America, p. Lino è tornato alla casa madre, dove esercita ancora il ministero delle confessioni nel santuario dedicato al beato Guido Conforti.






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