Skip to main content
Condividi su

Scrive Girolamo Fazzini: “P. Marino era impegnato nelle traduzioni soprattutto di notte, o nei rari momenti di riposo, per non togliere tempo ai poveri, alle scuole, all’impegno di parroco. Ma la sua opera non si limitò alla traduzione, ma anche alla creazione di una letteratura cristiana bengalese per esprimere i concetti della dottrina e della vita cristiana. Furono preparati poeti, scrittori, giornalisti, artisti cristiani per la Radio/Televisione. P. Marino è stato uno degli uomini di chiesa e cultura più importanti della seconda metà del novecento, realizzando un ideale ponte tra Oriente e Occidente, grazie anche alla filologia e alla letteratura… È stato un missionario, ma anche un grande uomo di cultura...”.

Negli ultimi anni, la “vita pubblica” di p. Marino diventò febbrile, quasi frenetica. Fioccarono riconoscimenti e “cerimonie” a livello locale, nazionale e internazionale. Si moltiplicarono le interviste radio-televisive, i documentari e i filmati sulla sua vita recente e passata, mentre si intensificavano anche le pubblicazioni - sue e di altri su di lui - in bengalese e italiano.

Personalmente ho goduto a lungo della sua amicizia. Passando per Jessore, p. Marino visitava il Centro Catechetico ancora in costruzione, poi veniva a dirmi: “Bello, ma io farò ancora meglio di te!”. Quando ero a Brescia, mi inviava copia dei suoi pensieri scritti, aggiungendo “Fanne quel che vuoi”. Leggevo, correggevo, reagivo con osservazioni e commenti, memorizzavo tutto nel file di archivio Marino Rigon, che diventava sempre più consistente. E mi chiedevo come facesse ad essere così fecondo in attività, pensiero, scrittura e comunicazione.

P. Marino scriveva su “Missionari Saveriani” nel settembre 1997: “Quando penso alla mia vocazione missionaria mi viene in mente la vocazione di Abramo: ‘Lascia la tua terra e va dove ti mostrerò’ (Gen 12, 1). Dopo aver incontrato l’Oriente, facendo i miei consuntivi, devo dire che l’Oriente ha ancora tanto da dare a Gesù e al Cristianesimo. E nei miei lunghi anni di missione ho ricevuto molto di più di quanto ho dato. Se non altro il musulmano e l’indù con la loro spiritualità mi hanno aiutato a scoprire più profondamente la mia fede in Cristo: quasi come se avessi trovato in loro una parte di quello che mancava alla mia concezione e valutazione del Salvatore. Tutto questo vedo che è nato da un amore sincero e pieno per il popolo del Bangladesh, che soffre e crede come noi e più di noi, vuole, come noi, essere buono e santo. San Paolo scriveva: ‘Anche noi abbiamo lo spirito di Cristo!’. Così, anche il bengalese che soffre, è insultato, flagellato, perseguitato e accetta la sua sofferenza perché crede che dentro e sopra di lui c’è un essere supremo, può dire di avere in sé lo Spirito di Cristo”.

A poco più di un anno dalla morte (20 ottobre 2017), il suo corpo è tornato in patria, a Shelabunia. È stato un tributo imprevisto, che ha superato tutte le aspettative: quintali di fiori, portati da migliaia di persone e istituzioni di ogni fede e condizione sociale, hanno ricoperto la sua bara, in segno di gratitudine e rispetto al generoso missionario, diventato loro concittadino.
“’Ho ricevuto il mio invito alla festa di questo mondo: la mia vita è stata benedetta. I miei occhi hanno veduto, le mie orecchie hanno ascoltato. In questa festa dovevo solo suonare il mio strumento musicale; ho eseguito come meglio potevo la parte assegnata. Ora ti chiedo, Signore: ‘È venuto il momento di entrare e di vedere il tuo volto?’ Queste parole di Tagore potrebbero essere le stesse con cui si è congedato dal mondo p. Marino Rigon” (G. Fazzini, Avvenire, 24 ottobre 2017).



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2442.07 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Ottobre 2008
"Parto per andare verso gli altri; non soltanto perché hanno bisogno di me, ma io di loro. Parto perché Dio ha chiamato me e nessuno può andare al mi…
Edizione di Aprile 2011
Padre Daniele Sarzi Sartori, originario di Montanara (MN), 42 anni, da 4 anni è missionario in Giappone, al centro di spiritualità e dialogo di Shinm…
Edizione di Dicembre 2005
Un sogno che si è realizzato Appena la conoscenza della lingua mentawaiana lo ha permesso, p. Aurelio Cannizzaro e i due fratelli p. Piero e p. Ange…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito