P. Leone, Borghesi Amazzonia - P. Sommacal, Congo
Padre Leone e la grande festa del casato Occhio
“La festa è stata un grande successo. Ci siamo ritrovati nella vecchia cascina, fatta costruire dal nonno nel 1910, dove siamo nati noi tutti undici fratelli, dei quali ancora sei in vita. Erano oltre cento persone, tutti discendenti della nostra famiglia”. Così Franco Occhio, uno dei fratelli di padre Leone racconta la grande festa nella cascina Primavera di San Gabriele, a Gallignano (Cremona). È una tradizione: la fanno ogni volta che il saveriano torna a casa dal Brasile, dove è missionario da oltre 50 anni.
“Abbiamo fatto vedere le immagini riprese durante la visita che alcuni di noi hanno fatto inBrasile lo scorso anno. Abbiamo visto i vari posti del Brasile, dove è stato missionario p. Leone. Abbiamo incontrato tanti saveriani a Belém, Abaetetuba, Manaus, Belo Orizonte, Fabriciano, Hortolandia e San Paolo”, racconta Franco.
Durante la Messa in paese, p. Leone ha detto: “Sono tornato qui, dove conservo le mie radici e i più bei ricordi d’infanzia. Il paese ora è cambiato, anche nei volti e nel linguaggio, con fratelli di altre nazionalità, che ancora chiamiamo extra-comunitari”.
Padre Leone è già tornato in Brasile.
Gli auguriamo un buon apostolato, per molti anni ancora!
Dall’Amazzonia, l’abbraccio riconoscente di padre Borghesi
Cari amici di “Missionari Saveriani”, desidero ringraziarvi di cuore per l’aiuto che avete dato al progetto “Centro di formazione cristiana di Tucumã”, in Amazzonia (1/2005). Non abbiamo ancora finito di costruirlo, ma siamo a buon punto e abbiamo già cominciato a fare incontri e corsi. Il centro può ospitare fino a 200 persone. È un bel regalo per la chiesa locale!
Qui la dignità della vita è minacciata non solo dalla miseria economica e dalle frequenti ingiustizie, ma anche dalla mancanza di conoscenza profonda del messaggio e della persona di Gesù. Perciò un centro di formazione è davvero prezioso. Bambini e ragazzi dell’infanzia missionaria, giovani e famiglie, capi di comunità e catechisti, ne avranno un grande beneficio. Qui i giovani del progetto “scuola familiare rurale” si preparano a lavorare la terra in modo più moderno e produttivo. Organizziamo anche corsi biblici e incontri di animazione missionaria. Insomma, questo centro è una vera grazia di Dio!
A nome della nostra gente di Tucumã, vi dico “grazie!”. Nella nostra preghiera quotidiana non dimentichiamoci gli uni degli altri. Forse non avremo la possibilità di incontrarci e conoscerci, ma nello Spirito vi diamo l’abbraccio della riconoscenza.
- p. Giuseppe Borghesi, sx.
Padre Sommacal è tornato in Congo ed è felice!
Dopo due anni in Francia e Italia, sono tornato in Congo. In Europa si sta bene. Ma io preferisco vivere con questa gente martoriata, e mi sento bene. Dopo le elezioni, la popolazione torna a sperare. Forse è la volta buona: avremo la pace e la possibilità di ricostruire il Paese. Le comunità cristiane sono in prima fila nell’impegno. Le Messe sono una festa, piena di gente. I cristiani escono con un impegno: insieme costruiamo un Congo nuovo dove sia bello vivere.
Vorrei rivolgere un appello ai figli d’Africa, ai professionisti e agli intellettuali che vivono in Europa, America e Asia: Tornate a casa! Qui c’è bisogno delle vostre competenze. Lo stesso dico ai preti che tardano a rientrare nelle loro comunità africane.
Ho un desiderio: aiutare a “costruire persone nuove”. Il mondo si rinnova con persone nuove. L’educazione è la via maestra per formare le persone e promuovere uno sviluppo vero e duraturo. In questo, l’apporto del vangelo è essenziale. Ringrazio per gli aiuti, perché mi date l’onore di essere tramite della vostra generosità verso questi fratelli che sono nel bisogno. Ricordo il proverbio biblico: “Chi fa la carità a un povero fa un prestito al Signore, che gli ripagherà la buona azione”.
- p. Raimondo Sommacal, sx.








