Per fare un... capolavoro
Cari amici, in estate ho trascorso un mese nella mia amata Sardegna. Ho dato una mano nei campi scuola per i giovani e ho trascorso un po' di vacanza in famiglia. Ho rivisto tante persone care e sono stato nella mia parrocchia, condividendo la gioia della mia consacrazione religiosa e missionaria.
Poi mi sono diretto alla mia nuova destinazione: la comunità per gli studenti di teologia a Parma. Qui siamo 22 saveriani: 17 studenti e cinque missionari formatori. La nostra è una comunità internazionale, composta da giovani di vari Paesi del mondo: Brasile, Camerun, Congo, Indonesia, Italia e Messico. In questi mesi sto sperimentando la bellezza della diversità delle culture e delle usanze. È un modo per iniziare a crescere come missionari e lasciarci arricchire dal dono degli altri.
Oltre allo studio, svolgiamo alcune attività di servizio pastorale, nelle parrocchie della diocesi, nell'animazione missionaria e in alcune realtà sociali, come il centro di aggregazione per bambini, laboratori per disabili e il carcere.
Con lo studente camurenese Serge, andiamo nella parrocchia Maria Immacolata di Parma per lavorare con i ragazzi, i giovani e gli scout. Vado anche nel carcere di Parma, per fare catechesi ad alcuni detenuti.
Dunque, non c'è il pericolo di annoiarmi! Ricordiamoci a vicenda nella preghiera affinché - come diceva Paolo VI - "possiamo fare della nostra vita un capolavoro".








