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La guerra non è un fantasma del passato, ma è diventata una minaccia costante. Il mondo sta trovando sempre più difficoltà nel lento cammino della pace che aveva intrapreso e che cominciava a dare alcuni frutti (Fratelli Tutti - 256). Non si può non fare i conti con questa tragedia, della guerra a pezzi. Nel nostro mondo ormai non ci sono solo “pezzi” di guerra in un Paese o nell’altro, ma si vive una “guerra mondiale a pezzi”, perché le sorti dei Paesi sono tra loro fortemente connesse con lo scenario mondiale (FT 259).                                                                                                                        

C’è la guerra contro i migranti, ciclicamente reiterata in forme sempre nuove, contro coloro che fuggono dalle 33 guerre nel mondo che generano 8 milioni di sfollati e profughi, da regimi autoritari spesso foraggiati dai nostri Paesi, dalle devastazioni del pianeta. Sono 22 milioni i cosiddetti profughi ambientali. L’ONU stima che potrebbero essere 135 milioni entro il 2045, solo a causa della desertificazione.

Papa Francesco nella Enciclica Fratelli Tutti non ha espresso un destinatario, ma tuttitutti gli uomini di “Buona volontà”. E lo ripete per ben 5 volte! Come cristiani, inoltre, crediamo che Dio dona la sua grazia affinché sia possibile agire come fratelli (FT 203). E senza un’apertura al Padre di tutti, non ci possono essere ragioni solide e stabili per l’appello alla fraternità (FT 272).

Papa Francesco ha firmato la Fratelli Tutti lontano da Roma, ad Assisi, quasi a sottolineare la necessità di ripensare, riposizionare il modo di attuare il Vangelo nell’attuale cambio d’epoca. Le diverse religioni, a partire dal riconoscimento del valore di ogni persona umana come creatura chiamata ad essere figlio o figlia di Dio, offrono un prezioso apporto per la costruzione della fraternità e per la difesa della giustizia nella società. Il dialogo tra persone di religioni differenti non si fa solamente per diplomazia, cortesia o tolleranza. Come hanno insegnato i Vescovi dell’India “L’obiettivo del dialogo è stabilire amicizia, pace, armonia e condividere valori ed esperienze morali e spirituali in uno spirito di verità e amore” (FT 271).



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