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Pellegrini da Loyola a Javier, in Spagna

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Un cammino comporta una predisposizione d'animo. Sono partita per il pellegrinaggio da Loyola a Javier, in Spagna (17-29 agosto 2013), senza aspettative e senza immaginare quanto questa esperienza avrebbe potuto cambiarmi.

All'inizio, il pensiero dei preparativi e la preoccupazione per il bagaglio mi hanno distolto dal riflettere su cosa avrei voluto trovare alla fine di questo cammino. Sapevo solo che dopo sette anni ero intenzionata a ripetere l'esperienza, intuendo che questa volta sarebbe stata diversa.

Sant'Ignazio è andato oltre...

Dopo aver conosciuto i ragazzi spagnoli e i saveriani che li accompagnavano, abbiamo iniziato la nostra avventura. Il cammino è partito dai Paesi Baschi, avvolta da quel meraviglioso silenzio mai ascoltato prima che più di ogni cosa mi ha rigenerato.

Nelle prime giornate abbiamo avuto la fortuna di entrare meglio in contatto con la figura di sant'Ignazio. Ascoltando i racconti della sua vita, visitando i luoghi dove lui aveva vissuto e sognato, mi rendo conto della similitudine tra sant'Ignazio e molti di noi: troppo sognatori, troppo convinti dell'idea che abbiamo di noi stessi, tanto da rigettare e allontanare la vera vocazione che Dio ci manda... Sant'Ignazio è andato oltre, ha deciso di seguire la strada che Dio gli aveva segnato, affidandosi a lui, con gioia.

Il necessario si trova per strada

Con questo spirito di gioia e fiducia abbiamo proseguito il pellegrinaggio. Non eravamo in molti, ma in numero sufficiente per conoscerci meglio e collaborare lungo il cammino. Ogni giorno ci ritrovavamo in posti diversi, ammirando una natura generosa e libera. I sentieri percorsi spesso non erano "comodi", così abbiamo dovuto adattarci.

Il paesaggio cambiava come i luoghi che ci davano accoglienza e, passo dopo passo, non sapevamo cosa ci avrebbe aspettato il giorno seguente. Avevamo solo noi stessi e i nostri compagni di viaggio con i quali condividere momenti di riflessione, di spensieratezza, esperienze e vite tutte diverse, accomunate solamente da un Dio che ci aveva resi fratelli senza conoscerci.

Il viaggio proseguiva e la stanchezza aumentava, insieme all'esperienza. Ci aiutavamo e sostenevamo a vicenda. Vedevamo l'arrivo a Javier come un traguardo spirituale: "Sono arrivato da te, Signore, dopo un lungo cammino; d'ora in poi tutto sarà diverso". E così è stato: al ritorno la mia vita non è stata più la stessa. Mi sono resa conto che per camminare non c'è bisogno di un bagaglio ricco; il necessario si trova sempre sulla strada!



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