Pellegrinaggio missionario a Sanluri
Il 18 maggio si è svolto il pellegrinaggio annuale delle delegate missionarie del sud Sardegna. La meta era il convento dei cappuccini di Sanluri, che ospita il museo etnografico. Abbiamo ripercorso 400 anni di storia dei cappuccini in Sardegna e le attività lavorative dei frati: falegname, orologiaio, sarto, fabbro, cantiniere, calzolaio, mugnaio.
Ci sono anche gli strumenti musicali dei frati appassionati di organetto sardo (launeddas), i barattoli di erboristeria, i piatti, bicchieri e boccali dei frati vivandieri o farmacisti. Interessante è pure il salone dell'arte sacra, che raccoglie quadri e reliquie, paramenti e statue, ex voto e collane, e una collezione di stampe con canti gregoriani miniati a mano.
Il convento dei cappuccini
Il cappuccino ottantenne p. Giulio è pittore, scrittore, predicatore e missionario. L'ho incontrato la prima volta durante le confessioni per le Quarant'ore a Cuglieri. L'ho invitato a parlare ai pellegrini della storia del convento, su cui ha scritto un libro. Padre Giulio è stato missionario in Congo e alle Seychelles: ha ricordato che la missione apre il cuore all'accoglienza degli altri.
Il convento, fondato nel 1609, è stato anche lazzaretto per dare ricovero agli appestati del 1652: un gesto che causò la morte di cinque frati. La soppressione del 1875 ci ricorda la politica del Risorgimento dopo l'unità d'Italia, con l'esproprio dei beni agli ordini religiosi e la soppressione delle congregazioni religiose. Questo ha causato la diminuzione della carità sociale della chiesa verso i bisognosi e l'inizio dell'emigrazione delle popolazioni povere. I frati dovettero pagare l'affitto al comune, fin quando un amico comprò il convento all'asta e lo ridonò loro. Il convento è ora un luogo di spiritualità e di accoglienza per i ritiri.
La preghiera per ogni continente
In chiesa abbiamo recitato la preghiera alla Madonna della strada perché ci accompagni nel nostro cammino della vita, nelle tribolazioni e nelle difficoltà, a tener viva la nostra fede. All'offertorio abbiamo fatto la processione con le bandiere di alcuni paesi dove lavorano i saveriani, pregando la Madonna per i cristiani e i missionari che vivono nei cinque continenti.
Padre Daniele Targa ha letto la preghiera mariana alla Madonna di She shan, perchè sostenga l'impegno dei cristiani in Cina: tra le quotidiane fatiche, continuino a credere, a sperare e a trovare la comunione ecclesiale. La saveriana messicana Olivia, come rappresentante dell'America latina, ha letto la preghiera alla Madonna di Guadalupe, perché continui a manifestare il suo amore per gli indio e la sua protezione per l'evangelizzazione dei popoli delle Americhe.
Padre Virginio Simoncelli, per 22 anni in Congo, ha recitato la preghiera per la riconciliazione, la giustizia e la pace in Africa con la protezione di Maria, come suggerito dall'ultimo sinodo dei vescovi africani. Padre Giuseppe Marzarotto, vissuto in Indonesia, ha pregato Maria affinché guidi i cristiani dell'Oceania al porto sicuro dell'incontro con Gesù.
Estrazione... benefica
Dopo il pranzo in fraternità nel refettorio dei frati, l'incontro si è concluso con l'estrazione dei premi della sottoscrizione pro "Yos Sudarso", l'ospedale cattolico di Padang in Indonesia, danneggiato dal terremoto del 30 settembre 2009. Nell'ospedale sarà costruita la sala da parto "Edelweis" (stella alpina).
Alla generosità sarda si sono unite anche le offerte raccolte dagli amici del "Bar Sport" di Gatteo (Forlì) per la morte improvvisa di mio nipote Davide, avvenuta durante la preparazione dell'iniziativa di sottoscrizione di beneficenza.
È un bel messaggio per le delegate e gli amici: la collaborazione porta sempre i suoi buoni frutti.








