La ''Madonnina nera'' di Valverde, Pellegrinaggio ad Alghero
Gli amici e le delegate missionarie di Macomer e del nord Sardegna il 1° giugno sono stati in pellegrinaggio al santuario Nostra Signora di Valverde, ad Alghero. In una bella giornata di sole, ci siamo avvicinati al santuario ammirando un paesaggio verde, di nome e di fatto, per l'insolita stagione piovosa e per la presenza di oliveti e vigneti ben coltivati.
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Ricorre il 75° anniversario della solenne incoronazione della statua della Madonna di Valverde, avvenuta il 26 maggio del 1935 alla presenza di tutti i vescovi della Sardegna. Le statue e le immagini della Madonna venivano solennemente incoronate dopo eventi miracolosi a favore della popolazione, come vediamo in diversi santuari mariani per riconoscenza alla divina protezione. La pergamena esposta in sagrestia ricorda che nel 1949 Pio XII ha proclamato Nostra Signora di Valverde co-patrona della città e della diocesi di Alghero.
Il pellegrinaggio mariano non è solo un ricordo della fede popolare del tempo passato, ma deve continuare a indicarci "la fonte" della grazia e della religiosità anche per le generazioni attuali e per ciascuno di noi. Maria è la via privilegiata per accostarci all'amore del Padre e alla volontà salvifica di Gesù Redentore. Il suo sguardo di Madre spirituale ci guida ancora in questo difficile cammino della vita.
Un culto di lunga tradizione
La piccola "Madonnina nera" tiene in braccio Gesù che a sua volta tiene in mano il mondo. Questo particolare ricorda il bambino Gesù della Madonna di Gonare. La devozione alla Madonna di Valverde ha una lunga storia ed è molto sentita. Nel Medioevo la zona era certamente luogo di ritiro di eremiti che hanno costruito varie chiesette.
L'origine della statuetta in terracotta scura, alta circa 40 centimetri, è sconosciuta. La tradizione parla di un provvidenziale ritrovamento: era stata nascosta sotto terra, ai piedi di una colonna che si vede sul piazzale, per sottrarla alla profanazione dei pirati saraceni, che distruggevano i segni cristiani e portavano via gli uomini per farli schiavi (come è accaduto nel 1530 nel villaggio di Valverde).
Si racconta che verso la fine del 1300 un eremita - ispirato in sogno dalla Vergine - trovò la piccola statua nascosta sotto una colonna accanto all'antica chiesa del Pilar, dove poi venne portata. L'attuale chiesa risale invece al 1600 ed è dedicata anche alla Madonna della Freccia, pure venerata nella parte superiore dell'altare maggiore.
I "gemellaggi mariani"
La chiesa in stile neoclassico prende il nome dalla statua in terracotta della Madonna di Valverde. Nei secoli, le pareti del piccolo santuario sono state ricoperte da quadri e tele di santi. Gli ex voto di ringraziamento dei devoti nelle cappelle laterali sono suddivisi secondo il genere delle grazie ricevute: in mare, in campagna, in malattia, in guerra...
Una specie di "gemellaggio mariano" è ricordato dalle statue e immagini poste sugli altari laterali: Nostra Signora di Meritxell del santuario di Andorra; la Madonna di Montserrat donata dall'abbazia presso Barcellona; l'immagine della Madonna di Pompei; la statua della Lauretana; l'icona di Częstochowa...
Anche noi abbiamo fatto parte del coro di tutte le genti che cantano "beata te, o Maria, per la tua maternità umana e divina di Gesù, figlio di Dio!". Abbiamo concluso la giornata con la visita a Capo Caccia per contemplare le meraviglie naturali di questo nostro mondo, a cui Gesù tiene così tanto da aver dato la propria vita per salvarlo.








