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Sud/Nord Notizie: Follerau 100 - CEM - Mine

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100 ANNI FA NASCEVA FOLLERAU

Il 17 agosto 1903 a Nevers in Francia nasceva Raoul Follereau, il cui nome è per sempre legato alla lotta contro la povertà e l’emarginazione. È ancora attuale il suo appello che invitava a destinare risorse economiche non agli arsenali bellici, ma a combattere la miseria e le malattie, in modo particolare, la lebbra. Chiedeva i soldi di una nave portaerei; questo basterebbe a debellare la lebbra dalla faccia della terra.

Una sua frase: “Una civiltà senza amore è una tana di termiti. È amando che noi salveremo il mondo. Il mondo non ha che due possibili destini: amarsi o scomparire. Noi abbiamo scelto l’amore. Non un amore che si accontenti di piagnucolare sui mali degli altri, ma un amore attivo. Bisogna aiutare il giorno a spuntare. Il mondo sarà ciò che voi volete, avrà il vostro viso e voi ne formerete il destino”.

Per onorare la ricorrenza l’AIFO, Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau, da quarant’anni impegnata con interventi socio sanitari in 30 paesi poveri del mondo, ha organizzato un convegno per il 25 -26 ottobre a Rocca di Papa (Roma) dal titolo: “C’è un solo cielo per tutto il mondo. Amare e partecipare per volare alto”.

L’iniziativa, secondo l’intento degli organizzatori, non vuole essere una celebrazione, ma un vivere la memoria di Raoul attraverso la propria azione quotidiana.

CEM EDUCAZIONE CAPACE DI FUTURO

Si è tenuto a Viterbo, ala fine di agosto, il 42° Convegno nazionale di Cem - Mondialità sul tema “Per un’educazione capace di futuro...sulle rotte dell’arcobaleno”. Vi hanno partecipato circa 350 educatori.

È stata evidenziata l'esigenza che la scuola non venga ridotta a uno spazio di conservazione, ma che riesca ad aprirsi al futuro. "Tutto ciò che non si rigenera, degenera", ha affermato Edgar Morin. Padre Arnaldo De Vidi, direttore della rivista e del Convegno Cem, ha sottolineato che “l’educazione da promuovere è quella che si indirizza verso un mondo di pace e di giustizia, a partire dal cuore e dalla mente di ogni persona”.

DIECI ANNI DI LOTTA CONTRO LE MINE

A dieci anni dalla nascita della Campagna italiana per la messa al bando delle mine è stata allestita una mostra itinerante dal titolo “The perfect survivor - Il perfetto sopravvissuto”, con immagini e testi del grande fotografo Giovanni Diffidenti (Verdello, Bergamo).

La mostra, che toccherà varie città della nostra penisola partendo da Brescia, già centro produttivo di questi ordigni oggi banditi, è stata allestita per la quinta Conferenza degli Stati membri del Trattato per la messa al bando delle mine, che si è tenuto a Bangkok dal 15 al 21 settembre.

Ad oggi i Paesi che hanno ratificato il Trattato sono 136, ma circa 50 mancano ancora all’appello. Tra questi figurano anche Cina, Corea, India, Iraq, Pakistan, Russia e Usa.

Prima della Conferenza di Bangkok, la Campagna internazionale ha reso pubblico il 5° Rapporto mondiale sulle mine (LMR 2003), un volume di 826 pagine che illustra la situazione attuale del problema in ogni singolo Paese. Ci sono stati alcuni risultati incoraggianti: 52 milioni di mine sono state distrutte in 69 Paesi; l'uso indiscriminato di mine e il numero delle vittime sono diminuiti; i Paesi produttori sono passati da 50 a 15.

Ma la Campagna non abbassa il livello di guardia: il problema umanitario resta grave e occorre raggiungere l'adesione di tutti gli Stati e dei gruppi in conflitto. La Campagna ha esortato "tutti quelli che continuano a usare, produrre, acquistare e fornire mine antipersona a smettere immediatamente".

Il rappresentante della Santa Sede alla Conferenza di Bangkok ha affermato:

“Se vogliamo che i bambini del 21.mo secolo vivano senza paura della morte, è necessario un gesto di generosità e umanità”.



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