Padre Pietro Uccelli torna a casa
Nella cappella restaurata
Le spoglie del servo di Dio Pietro Uccelli ritornano a riposare accanto al suo inclito taumaturgo s. Giuseppe, nella chiesetta di s. Pietro d'Alcantara, ridonata al suo fasto settecentesco, nella casa dei Saveriani di Vicenza. La ricognizione della salma per il processo di canonizzazione, la ristrutturazione della cappella, il nuovo sarcofago richiedevano l'esodo momentaneo del padre.
Il rientro ha ricongiunto i due inseparabili amici, in un 19 marzo indovinato e terso di luminosità. L'affluenza dei fedeli si è rivelata al limite del nostro spazio. Il salone del teatro stipato ha dato voce a p. Gianni Viola, vice-postulatore della Causa, che ha illustrato i passi del processo, con la dovizia delle testimonianze, la qualità entusiasmante delle stesse, i particolari curiosi e non comuni: un insieme che agevolerà assai il percorso alla meta.
Porge il benvenuto il Superiore della casa p. Luigi Brioni. "La solennità di s.Giuseppe - afferma – ricompone il binomio dei due personaggi nella cappella restaurata. Quante volte e a quante persone, durante i suoi 33 anni in questa casa, p. Uccelli avrà ripetuto l'invito: "Andate da s. Giuseppe!". Questa cappella rimarrà disponibile alla continua devozione dei fedeli".
Spiccano tra gli intervenuti: mons. Giulio De Zen, vicario della diocesi, in rappresentanza di S.E. mons. Pietro Nonis; il presidente del tribunale per la causa, mons. Giuseppe Ruaro, con i suoi membri, mons. Giacomo Bravo; la nipote del servo di Dio sr.Dina, il parroco di Barco (RE), paese di nascita di p. Uccelli e poi confratelli, sacerdoti, amici, benefattori.
Presiede la celebrazione eucaristica p. Agostino Rigon, Superiore Regionale dei Saveriani per l'Italia. Nel suo esordio rileva bello e significativo l'accostamento nella solennità odierna delle due figure: s. Giuseppe e p. Uccelli. Entrambi, senza confondere le differenze, sono vissuti con semplicità e nella piena disponibilità a Dio, sempre premurosi di indicare in Cristo, l'unico salvatore del mondo, dimenticando e quasi annullando se stessi. Questo sacro convito segna una nuova tappa per riproporre i segni che confermano la santità del nostro caro p. Uccelli.
Avvicinarsi, amare i santi, significa correre il soave rischio di lasciarsi cambiare dallo Spirito di Dio, permettere a Dio di edificare la sua storia nella nostra storia. P. Agostino ringrazia anche l'architetto Alberto Donazzolo che ha curato il ripristino della chiesetta, l'impresa Emilio Zancan e tutti coloro che hanno in qualche maniera contribuito alla realizzazione dei lavori; in particolare la Fondazione Cari-Verona che con magnanimità straordinaria ha finanziato l'opera.
Nell'omelia p. Alfiero Ceresoli, postulatore della causa, puntualizza che il servo di Dio, prima di scoprire la fatidica statuetta di s. Giuseppe, collocata nell'Istituto quale tesoro e fulcro della Provvidenza - scendendo alla chiamata di Dio dalle montagne del reggiano - scoprirà nelle regole per i Saveriani, del fondatore il Beato Guido Maria Conforti, la devozione a Gesù, Maria e Giuseppe patrono della chiesa.
Padre Pietro vedrà apparire sulla copertina del primo numero della nostra rivista saveriana "Fede e Civiltà", le figure dei primi missionari: Giuseppe che guida Maria e Gesù, a dorso di un asinello, verso i pagani d'Egitto; Giuseppe ha rivelato Gesù al mondo. L'episodio sarà rievocato da una piramide in cristallo, di fianco alla tomba di p. Uccelli.
San Giuseppe ha chinato il capo nel sì di una totale appartenenza a Dio nel mistero, sì alla fragilità di un Dio che deve fuggire perseguitato, che non si difende, che rispetta la storia umana, come la tragedia della Sierra Leone. "Voi, i vinti, siete in effetti i vincitori": così il Beato Conforti rincuorava i suoi figli. E per Giuseppe sarà ancora sì al richiamo dalla terra straniera.
Così p. Uccelli risponderà sì alla chiamata del Maestro, sì all'urgenza di imbarcarsi per la Cina, sì all'invito di un rientro, rinunciando all'aureola di apostolo, per dedicarsi alla formazione delle reclute imberbi, sì al nascondimento, nella dedizione ai poveri, agli ammalati, ai sofferenti nello spirito e nelle avversità. San Giuseppe fungerà pure da economo della Provvidenza, per assicurare il pane alle bocche degli aspiranti missionari. Questi due santi andranno insieme, sempre, dietro a Gesù, ad annunziare e a benedire quanti li invocheranno.
Al termine dell'incontro l'architetto Donazzolo ha fornito un riassunto dei lavori eseguiti: con il risanamento delle fondamenta, il rifacimento della pavimentazione, in stile con l'antico, il rinnovo degli intonaci, il rifacimento del tetto con le capriate a vista, la posa del riscaldamento a pavimento, il ripristino dell'altare, il ritocco della pala, lo studiato impianto luci.
A chiusura la folla si snoda composta verso la chiesetta, risplendente di luci nella nuova veste, ammirando il volto di p. Uccelli scolpito nella pietra e sostando presso il feretro, prima che sia accolto sotto il greve masso.







