Padre Cavallo: 100 anni di confessionale
Nel pieno dell’estate scorsa (4 agosto 2019) l’Osservatore Romano ha pubblicato un’intervista al nostro p. Francesco Cavallo per i suoi cento anni! Ne pubblichiamo una parte…
Ha compiuto cento anni il confessore ed esorcista più anziano d’Italia. P. Francesco Cavallo, della comunità dei saveriani di Salerno, è nato il 16 novembre 1919 a Bari, anche se la sua nascita è stata registrata successivamente. Da decine di anni riceve quanti si rivolgono a lui per confessarsi, per chiedere un consiglio, una preghiera, una benedizione.
Perché è importante confessarsi spesso?
La remissione dei peccati è un bagno dell’anima nello Spirito Santo. Grazie alla misericordia di Dio, l’anima del penitente diventa pura, limpida, candida. La confessione è un intervento divino d’importanza indescrivibile nella nostra vita. Però, è necessario il vero pentimento. Se una persona non ha la volontà di rinunciare a ciò che Dio proibisce, non è pentita. La nostra epoca per tanti versi è difficile. Per essere cristiani bisogna saper andare controcorrente. Il Signore opera con la sua grazia e la persona deve acconsentire all’azione di Dio, deve voltare pagina con un vero pentimento. Dobbiamo tutti tendere alla santità. Certo, è un impegno che costa, significa vincere le nostre passioni. Dio ci vuole persone libere, non schiave delle nostre passioni. Se uno si allontana da Lui, la coscienza si fa sentire. Magari esteriormente si può ridere, ma nel cuore non c’è pace. Io sono debitore a mia madre che, subito dopo la mia prima confessione e comunione, mi disse: “Devi continuare tutte le settimane!”. Sono un confessore che si confessa.
Come esercita il discernimento spirituale?
Dipende da caso a caso, dalla persona che ho davanti. I consigli spirituali sono come le medicine che si prescrivono a seconda delle malattie dei pazienti; cerco di darli secondo i bisogni delle persone.
Lei è anche esorcista. Un incarico impegnativo...
Fui nominato esorcista nel 1979 da mons. Giovanni Bianchi, vescovo di Pescia, in Toscana. L’incarico mi venne poi confermato da altri vescovi, incluso l’arcivescovo di Salerno. L’esperienza aiuta a capire. Certi fenomeni possono essere attribuiti a malattie psichiatriche, altri sono causati da satana. Le persone urlano, hanno dei contorcimenti, dolori improvvisi. Il demonio ha come principali passioni l’orgoglio e l’invidia verso di noi, perché il sacrificio di Gesù ci ha aperto le porte del cielo. Sono molte, incontro tanti casi. Faccio esorcismi tutti i giorni. Le persone giungono anche da lontano.
Ha conosciuto dei santi?
Sì: san Pio da Pietrelcina, il beato Giustino Russolillo, la venerabile madre Gemma Eufemia Giannini. Il beato Giustino mi disse che sarei diventato molto anziano e, come vede, sono ancora qui.
Come fa a lavorare così tanto?
Sono riconoscente al Signore che mi dà la grazia di poter fare ancora qualcosa. Voglio servire Dio e onorarlo nel migliore dei modi. Meglio consumarsi che arrugginire.







