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SUD/NORD NOTIZIE

Diamo i numeri…

Rifugiati: richieste in aumento. Sono state il 60% in più rispetto all’anno precedente le domande d’asilo presentate in Italia nel 2013. Lo evidenzia il rapporto annuale del Centro Astalli (servizio dei Gesuiti per i rifugiati) secondo il quale le richieste avanzate in Europa - principalmente da persone originarie della Siria - sono salite del 32%. Il rapporto sottolinea, inoltre, che il numero delle richiesta d’asilo è molto inferiore al numero delle persone sbarcate ufficialmente sulle coste italiane.

Africa: economia illecita. I Paesi africani perdono più di cinquanta miliardi di dollari l’anno a causa dell’economia illecita. Lo hanno rivelato i ministri africani di economia, finanza e programmazione. Oltre al contrabbando, al traffico di droga, armi ed esseri umani, la maggior parte dei flussi finanziari illeciti è rappresentato dalla corruzione di dirigenti pubblici e dall’evasione fiscale. I flussi finanziari illeciti hanno gravi conseguenze sullo sviluppo in Africa, come perdita di risorse preziose.

Armi: due “maglie nere”. Continua a crescere il traffico internazionale di armi. Tra il 2009 e il 2013 l’incremento rispetto al quinquennio precedente è stato del 14%. Gli Stati Uniti sono il maggior esportatore (l’Italia è nona), mentre l’India è il maggior importatore. Colpisce l’aumento degli acquisti africani, trainato da Algeria, Marocco e Sudan.

Guinea: il pericolo Ebola. I primi pazienti che hanno sconfitto il virus dell’ebola sono stati dimessi dai centri di Medici senza frontiere (MSF) in Guinea. Ma l’emergenza continua… MSF è scesa in campo fin dai primi giorni dell’emergenza, inviando oltre 60 operatori internazionali e 40 tonnellate di materiale medico. Per l’Ebola non esistono ancora cure specifiche né vaccini.

Ma le possibilità di sopravvivenza per i pazienti aumentano se ricevono cure adeguate contro disidratazione e infezioni. Per informazioni, www.msf.it/emergenzaebola

Forzature e reclami

Burundi: no a revisioni. L’Assemblea nazionale del Burundi ha respinto la revisione costituzionale che avrebbe permesso al presidente Nkurunziza di ripresentarsi alle elezioni del 2015 per un terzo mandato. “Siamo molto preoccupati per la situazione del Paese”, dicono fonti della chiesa, perché la tensione politica non accenna a placarsi. I vescovi, inoltre, chiedono che non venga chiuso l’ufficio dell’Onu in Burundi che contribuisce a garantire l’applicazione degli accordi di pace.

Turchia: i caldei e le terre. Numerose famiglie cattoliche di rito caldeo originarie della Turchia e attualmente residenti all'estero - soprattutto in Francia - hanno iniziato le procedure legali per rientrare in possesso delle terre e delle case che furono costrette a lasciare sotto minaccia, dopo il colpo di stato militare del settembre 1980. Lo scopo è poter tornare nelle proprie terre d'origine. Le terre e le case si trovano ai confini con l'Iraq, regione segnata da una prevalente presenza curda.



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