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È il caso di dire: se si ‘potrebbe’…

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So che vi fischiano le orecchie. Chiedo venia. Una così grave zoppìa grammaticale ha bisogno di un intervento ortopedico. Certo, la forma corretta è "Se si potesse…", ma esprime solo un desiderio, una speranza che non decolla, un auspicio senza motore, un SOS senza risposta. Per questo non voglio correggerlo. Solo mescolo le carte.

SOS Ortopedia esiste davvero. È un'associazione di volontari, nata dal cuore del compianto professor Elio Rinaldi. Ho incontrato il dottor Giangiacomo Chiari, fisioterapista al Don Gnocchi, da poco rientrato da una spedizione medica portata a termine dall'Associazione. Teatro delle operazioni è l'ospedale Holy Spirit di Makeni (Sierra Leone). Un’equipe guidata dal dott. Bruno Panno, primario di ortopedia dell'ospedale di Guastalla, vi si era recata dal 9 al 24 novembre 2017, per una serie di interventi chirurgici e relative ingessature. Per completare il lavoro (questo tipo di operazioni si svolge sempre in due fasi), lo scorso mese di gennaio, era partita una seconda equipe composta da 3 ortopedici, 2 anestesisti, 2 ferristi, 2 infermiere, 1 fisioterapista. Gli interventi hanno riguardato 50 bambini affetti da gravi deformità scheletriche congenite o post-traumatiche. In queste spedizioni i volontari si giocano le ferie, si accollano le spese di viaggio e quelle di trasporto aereo per il materiale necessario.

Dalle parole ai fatti. Questi volontari trasformano i congiuntivi, danno ali alla speranza, realizzano sogni e non si girano dall'altra parte quando sentono un SOS. Cercano anche sostegno da amici e benefattori: se tu potresti… Via Puccini 29, 43123 Parma Tel. 340 2966496.



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