P. Tonino Melis, biologo della fede
Noi “sei moschettieri”, in rappresentanza del grande gruppo degli ex-apostolini saveriani, abbiamo deciso di trascorrere una giornata con p. Tonino Melis, a conclusione del suo periodo di vacanza, e fare un tuffo nella saverianità. Sulla scia della parabola del seminatore, possiamo dire che i semi buttati in terra sarda, in particolare a Macomer, sono cresciuti dando tanto “frutto” che continua a crescere, fino al cento per uno del grande Salvatore Deiana che ha dato la sua vita nel Mato Grosso, in Brasile.
Alle dieci e mezzo c’eravamo tutti con le mani piene di cibo ed allegria per la felicità di vederci insieme, anche se in pochi, dopo il travaglio del maledetto Covid che ci ha bloccati a casa. Ci siamo raccontati di noi e delle vecchie avventure macomeresi: storie di campi estivi sulle rive del lago Gusana e di infinite partite di calcio nel campo in terra battuta del colle San Michele.
Ci ha colpito molto la semplicità di p. Tonino, quel suo celebrare Messa indossando infradito di plastica da quattro euro. Faceva pensare alle scarpe usate e risuolate che papa Francesco portava all’inizio del suo pontificato. Ci ha parlato della sua missione, del suo stare in mezzo ai giovani, preparandoli ad affrontare le difficoltà della vita. Il suo lavoro è volto alla promozione umana di un intero territorio. Ha trasformato la passione per gli oggetti antichi nella creazione del Museo etnografico della popolazione nel nord del Camerun, costituita da 5 tribù. Il Museo ne rappresenta la storia con oggetti che oggi non si usano più. C’è il rischio, infatti, che in pochi decenni, ci si dimentichi totalmente delle antiche tradizioni e non rimanga alcuna testimonianza.
Il Camerun è un Paese con poche colture, caratterizzato dalla presenza del sorgo da cui deriva la polenta che è il cibo quotidiano della maggioranza dei cittadini. Viene prodotto il riso per esportarlo in Nigeria, mentre si importa quello del Vietnam e di altre zone asiatiche. Ci sono anche campi di cotone che i contadini coltivano per avere denaro; purtroppo però è una coltura che impoverisce i terreni.
P. Tonino è un cristiano e presbitero che guida le persone senza squilli di tromba, ma attraverso la testimonianza. Dai modi semplici e schietti è anche un uomo di scienza, un biologo prestato alla fede e al Vangelo, diventato saveriano dopo la laurea e la successiva esperienza di studio. Porta avanti una evangelizzazione in linea con la concretezza religiosa di cui la Chiesa ha bisogno. Tutto questo abbiamo visto e vissuto in questa giornata, di cui ringraziamo p. Tonino e i saveriani di Cagliari. Poi sono ritornati gli abbracci, i saluti e i proponimenti per un aiuto in Camerun, appena sarà possibile organizzare un viaggio più lungo di qualche chilometro in auto, come abbiamo fatto noi per rientrare nelle nostre case di Siamanna, Guasila, Bitti e Sanluri.









